Lega del Ciclismo Professionistico


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Durante la sessione di aggiornamento delle figure che operano nel mondo professionistico è stata presentata la nuova Riforma UCI, dopo l’accantonamento della precedente. Le associazioni chiedono sostenibilità per tutti i livelli, più condivisione informazione e trasparenza.


A Salsomaggiore Terme si è svolto oggi il corso organizzato da Lega, Settore Studi e CNDCS della FCI Italiana con la collaborazione delle Associazioni del professionismo dei Direttori Sportivi (Adispro) degli Organizzatori (AIOCC) dei Gruppi Sportivi (Legagruppi) e dei corridori (Accpi) – Partecipata Tavola Rotonda su “La Riforma del Ciclismo” prevista per il 2017, le cui linee guida sono state illustrate da Van Damme, presidente della Federazione belga

Salsomaggiore Terme (PR) (22/11) – L’intensa giornata dedicata alla formazione e aggiornamento di competenze delle importanti figure che operano nel mondo del ciclismo professionistico ha visto un’ottima partecipazione. In apertura il saluto del Presidente Di Rocco: “Questo seminario unisce tutte le componenti del ciclismo professionistico italiano ed è un’occasione straordinaria per fare il punto della situazione e trovare insieme le risposte alle tematiche che riguardano il nostro movimento nel quadro dell’evoluzione del ciclismo mondiale. Dobbiamo anche guardare oltre il biennio olimpico in cui siamo entrati. Nel 2017 scatta la riforma elaborata dall’UCI. Credo che tutte le componenti del professionismo (Atleti, Organizzatori, Direttori Sportivi) debbano sforzarsi di analizzare con estremo realismo il processo di globalizzazione in atto anche nel nostro sport.”.
Di Rocco ha concluso il suo saluto invitando a operare con apertura mentale e spirito di squadra, secondo il grande insegnamento di Alfredo Martini e Franco Ballerini, ripreso da Paolo Bettini e oggi da Davide Cassani.
Dopo la sessione mattutina dedicata alla formazione obbligatoria per i neo-professionisti, per i direttori di organizzazione ed ai DS,  organizzazione ed ai DS, si è aperta nel pomeriggio la Tavola Rotonda sulla Riforma UCI con il saluto di Vincenzo Scotti, presidente della Lega del Ciclismo Professionistico.
A seguire, l’intervento di Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, che ha ripercorso l’iter della riforma, frutto di due anni di mediazione, ricordando come da alcune criticità evidenziate dagli attori partecipanti si è arrivati a una nuova stesura della proposta, poi illustrata da  TomVan Damme, presidente della Federazione Belga, nonché dirigente UCI.
“ L’Italia insieme al Belgio rappresenta la base del ciclismo, quello vecchio ma anche quello nuovo. Quella in cui viviamo è un’epoca di sviluppo, malgrado i problemi che abbiamo, e oggi il ciclismo è uno sport globalizzato. Questa globalizzazione ha quindi richiesto una riforma che prevede un calendario gare anche in altri Paesi. Nel nuovo progetto di riforma le basi non cambiano: maggior trasparenza, visibilità, credibilità e stabilità. Tutti dobbiamo compiere uno sforzo. E’ necessario pensare in termini globali, e non è sempre facile” .
Linee guida nuovo Progetto di Riforma
Le linee guida del nuovo progetto di Riforma del ciclismo, un documento, ha sottolineato più volte Van Damme, ancora in divenire, partono dalla problematica emersa nella proposta precedente legata alla divisione B che, per necessità, è stata semplificata perché mancava di logica considerando anche la difficoltà, dal punto di vista del marketing, di vendere la stessa categoria. L’UCI ha fatto una nuova proposta che si riduce in:
1. World Tour UCI > World Team, con l’idea di avere 16 squadre
2. UCI Challenge Tour > con l’idea di avere dalle 18 alle 22 squadre
3. Circuiti Continental o Continental Team con Development Team UCI.
Van Damme ha sottolineato come l’attuazione di queste linee guida, ancora una base di lavoro, sono da vedere in prospettiva futura, dal 2017 in avanti. Ha poi evidenziato come questa nuova proposta: “Non disegna un circuito chiuso, ma una buona piattaforma per favorire la partecipazione. e la crescita. L’idea è che ci sia movimento tra le categorie sia rispetto alle squadre sia rispetto alle corse stesse. Anche le gare dovranno presentare un piano marketing ed economico e chi rispetta i parametri potrà salire di categoria.
Da analizzare ancora le linee di partecipazione delle squadre. Le Continental dovranno comunque avere il passaporto biologico. Tuttavia deve essere ancora deciso come tutto questo sarà messo in pratica”.

Van Damme ha poi concluso così il suo intervento: “Nei nostri paesi gli organizzatori e le squadre hanno ambizioni. Queste sono le linee guida, i dettagli sono ancora da definire”.
Dopo l’intervento di Van Damme, si sono espresse tutte le componenti del ciclismo.
Mauro Vegni, direttore del Giro nella sua veste di organizzatore ha così commentato: “L’aspetto importante di questa riforma è che non prefigura un sistema chiuso, dando così a tutti gli attori in campo aspettative di miglioramento e di crescita. La stabilità, inoltre, deve essere garantita non solo nelle squadre di fascia alta. Vanno cioè contemperate le esigenze di ognuno, partendo dal presupposto che tutti dovremmo sacrificare qualcosa perché tutti facciamo parte di un processo in atto”.
Stefano Feltrin, consigliere di Lega nonché componente della Commissione Strada UCI e responsabile dei GS, è così intervenuto: “Abbiamo già fatto presente all’UCI come la nuova riforma non sia il frutto di una condivisione, ma solo di una imposizione. È necessaria una riforma secondo un iter concordato e non imposto”. Feltrin ha posto l’accento poi sulla questione della tutela dell’eventuale team che retrocede.
Luca Guercilena, team manager, ha paventato che con questa riforma sia alto il rischio di deprofessionalizzazione. “Chi ci rimette sono i tecnici e poi gli atleti. La speranza è che il criterio di stabilità sia rispettato”.
Federico Scaglia, in rappresentanza dei corridori ha posto l’accento sul non equilibrio insito nella v ecchia formulazione della riforma e sull’importanza di dare una sempre più chiara informazione soprattutto agli atleti.
La parola al Presidente Di Rocco, che ha sottolineato come “Abbiamo grosse potenzialità, ma se non le mettiamo in atto perderemo tutti qualcosa. Più siamo sinergici e coordinati, più riusciremo ad esprimere queste potenzialità’.
A conclusione Van Damme ha ringraziato per i primi feedback ricevuti sottolineando ancora che le linee guida sono un documento sottoposto a revisione e che si farà portavoce con il presidente Cookson di quanto emerso.
La Tavola Rotonda si è chiusa con le parole del Presidente Scotti: “C’è un interesse supremo che deve unire tutti. Vi invito a farvi promotori di proposte con la capacità di individuare le criticità della riforma. La stabilità nasce dalla sostenibilità e dobbiamo tutti esserne consapevoli”.

 

 

 


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Comunicato Stampa: al termine della due giorni di Salsomaggiore le associazioni del professionismo,la Lega Ciclismo e la FCI prendono un posizione comune sulla riforma del ciclismo

Affrontare la sfida da protagonisti, trasformare le difficoltà in opportunità

Abbiamo vissuto un anno di difficoltà dovuto alle vicende del doping e alla pesante situazione economica globale che ha avuto gravi ricadute anche sul movimento ciclistico. Squadre  e organizzatori  italiani, in un mondo sempre più globalizzato, hanno subito una contrazione delle risorse che si è manifestata anche in una riduzione delle manifestazioni del calendario italiano e della possibilità di  continuare un percorso di valorizzazione di atleti ad alto livello.

Gli incontri di questi  giorni, in cui abbiamo riunito tutte le componenti:  Assocorridori, Direttori Sportivi, Gruppi Sportivi e Organizzatori, hanno consentito di lavorare assieme, analizzando con un approccio consapevole le problematiche di un mondo che cambia sempre più rapidamente e che è legato indissolubilmente agli aspetti della comunicazione e del linguaggio.

La storia e il ruolo del ciclismo italiano, non solo nel nostro paese,  ma nel mondo, la presenza e il potenziale dei nostri giovani corridori, il patrimonio tecnico e professionale, le scelte coraggiose e lungimiranti della nostra federazione in questi ultimi anni, impongono a tutte le componenti del professionismo di accettare la sfide della globalizzazione, trasformare le difficoltà in opportunità e partecipare attivamente al cambiamento con proposte concrete e coerenti.

Abbiamo guardato con interesse alle iniziative “Manifesto per un ciclismo credibile” soprattutto perché motivano l’opinione pubblica e danno forza a chi, all’interno del ciclismo, nel mondo, si batte per l’affermazione di quei valori.

Non dobbiamo sfuggire alle nostre responsabilità a partire dalla trasparenza e chiarezza sul tema del doping .  Dobbiamo  lavorare assieme come sistema per vincere la sfida globale: la nostra forza e il nostro futuro è quello di coinvolgere le nuove generazioni in un ciclismo pulito e credibile, che selezioni il merito e che risponda alle sfide economiche in termini di sostenibilità finanziaria delle organizzazioni e di attrazione di sponsor.

Per il nostro paese e’ necessario quindi un cambio urgente delle regole  che fino ad oggi  hanno inciso sulla possibilità di competere con altri sistemi più incentivanti per il ciclismo e hanno concorso a  impedire una risposta alla bufera economica e alla sfida della globalizzazione.

Ogni ipotesi di riforma annunciata non può essere portata avanti con una deregolamentazione selvaggia e una concentrazione di potere in mano a pochi che perseguano soprattutto un obiettivo di profitto.

Come nel mondo finanziario l’assenza di regole  e di norme etiche ha portato alla crisi globale, anche nel nostro sport, una deregulation e una concentrazione delle decisioni nelle mani di pochi  e con evidenti conflitti di interesse, non possono che portare ad una crisi di sistema e ad una perdita dei valori fondanti del nostro sport.

Le riforme che si annunciano non possono riprendere ricette già bocciate dalla storia recente. Occorre che le riforme delle regole siano accompagnate da un cambiamento di governance  mondiale del ciclismo che eviti le posizioni dominanti sul mercato e dia spazio al merito che è alla base dei ogni attività umana.

Realizzando un coinvolgimento reale di tutte le componenti nelle scelte, noi proporremmo una riforma efficace e strutturale lungo queste linee.  In tal modo il ciclismo italiano sarà protagonista ancora una volta della crescita del movimento

Tutte le componenti del ciclismo convengono sulla urgente necessità di iniziative della Lega, in accordo stretto con la Federazione Ciclistica Italiana, sia per approfondire tecnicamente i contenuti delle nostre proposte sia per realizzare alleanze internazionali e sia per contrastare con gli strumenti che le leggi europee ci consentono posizioni dominanti e conflitti di interesse  sia infine per coinvolgere con una grande iniziativa l’opinione pubblica e tutti coloro che nel nostro paese amano il ciclismo.


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LEGA CICLISMO: 2 giorni a Salsomaggiore con DS, neopro, Direttori di Organizzazione

Dalla collaborazione tra Lega del Ciclismo, Centro Studi Federale, Scuola dello Sport del CONI e con il coinvolgimento diretto delle Associazioni di categoria di Direttori Sportivi professionisti, Enti Organizzatori e Corridori è stata organizzata per il prossimo week-end a Salsomaggiore una due giorni dedicata essenzialmente alla formazione e all’aggiornamento delle varie categorie, ma che vedrà, nel pomeriggio di sabato 24 novembre, un importante momento di sintesi finale, presieduto dal Professor Vincenzo Scotti, Presidente della Lega Ciclismo, cui parteciperanno tutte le componenti del ciclismo professionistico.

Molte le tematiche trattate nei vari incontri e interventi previsti a partire dalle 14 di venerdì 23 fino alle 16 di sabato 24 novembre. scarica il PROGRAMMA 23-24 novembre 2012

 

 


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ADISPRO: appuntamento il 23 e 24 novembre a Salsomaggiore

ADISPRO. Tutto pronto per il convegno annuale

L’ADISPRO, l’associazione italiana direttori sportivi professionisti, fissa venerdì 23 e sabato 24 novembre l’appuntamento con l’annuale due giorni di lavoro; un’occasione importante per confrontarsi sugli aspetti tecnici e gestionali della propria professione e per fare il punto sull’attività svolta. Il convegno – all’interno del quale la consueta assemblea ordinaria avrà carattere elettivo – saluta per quest’anno il Convento della “Castellina”, sede storica degli appuntamenti ADISPRO, e approda nelle sale dell’Hotel Valentini di Salsomaggiore Terme. Il focus dei lavori approfondirà i vari aspetti di quella che, come recita il titolo, è la “responsabilità del tecnico nel ciclismo professionistico” grazie anche e soprattutto ad una serie di interventi dall’elevato tasso di professionalità. Tra gli altri, interverranno infatti la Scuola dello Sport del CONI, per discutere l’aspetto sociale e la gestione dei conflitti, e l’Università Bocconi che con il professor Favero illustrerà la teoria economica legata al ciclismo. Interessante sarà anche il confronto con la realtà australiana, modello mostrato da Brian Stephens dell’Australian Institute of Sport.    Oltre alla verifica interna sulle attività svolte dall’associazione nazionale e all’elezione del nuovo direttivo, non mancherà una sessione di lavoro centrata sul confronto con le altre componenti di primo piano nel panorama del ciclismo. Un dibattito importante, gestito in sinergia con la Lega Ciclismo, la Federazione (FCI), le associazioni dei corridori (ACCPI) e degli organizzatori (AOCC), e del quale l’ADISPRO si è fatta fortemente promotore.