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Ciclismo

UN GIRO NELLA TERRA DELLO SPRITZ

VIRGILIO ROSSI

29/05/2026

Lo spettacolo di Ca del Poggio

Se questo è il magico Giro di Jonas Vingegaard, al contrario questa edizione della corsa rosa sembra essere stregata per Jonathan Milan. Ieri un’altra occasione sprecata per il velocista friulano, battuto ancora una volta allo sprint da Magnier e dal trentino Zambanini: un terzo posto che lascia amarezza al corridore della Lidl–Trek, il quale ora può solo sperare nell’ultima possibile volata di Roma, quella della passerella finale e delle tante bottiglie da stappare.

La corsa rosa celebra il Veneto con l’arrivo a Pieve di Soligo, mettendo in evidenza un territorio e le sue eccellenze: qui si fa “pandan” con i prodotti locali e uno su tutti è sicuramente il prosecco. È l’elemento celebrativo per antonomasia nello sport, soprattutto perché le bottiglie si sprecano sui podi di tantissimi eventi: nel ciclismo, ma anche in Formula 1 e nel motociclismo.

La stessa “Milano da bere”, simbolo della movida e degli aperitivi all’aperto che con i suoi spot ha contagiato il mondo, deve molto al prosecco, prodotto che si realizza principalmente nelle colline attraversate ieri dal Giro d’Italia. Questo vino è l’elemento cardine di quella che è diventata a tutti gli effetti una moda: lo spritz. Si tratta del celebre long drink e aperitivo alcolico italiano, composto da una base di vino spumante (o fermo), un bitter (es. Aperol, Campari o Select) e acqua gassata o seltz, servito con molto ghiaccio e una fetta d’arancia.

Le sue origini risalgono alla fine del Settecento e agli inizi dell’Ottocento, durante la dominazione austriaca nel Lombardo-Veneto. I soldati e i funzionari asburgici, abituati alla birra, trovavano i vini veneti troppo robusti e alcolici; chiedevano ai locandieri locali di “spruzzare” (spritzen in tedesco) un po’ d’acqua nel vino per allungarlo e renderlo più leggero. Nei primi del Novecento si iniziò ad aggiungere una spruzzata di seltz (acqua fortemente gassata) e, successivamente, liquori bitter.

La ricetta è diventata un’icona globale, ma le abitudini variano a seconda del luogo. L’Aperol Spritz è la versione più diffusa e commerciale, dal colore arancione brillante e dal gusto dolce-amaro, tipica di Milano. Lo Spritz Veneziano è il mix tradizionale della laguna, che utilizza solitamente vino bianco fermo e bitter Select. Infine lo Spritz al Campari è una variante dal sapore più deciso, secco e amaricante. Nel 2011 l’IBA (International Bartenders Association) ha inserito il drink nella sua lista ufficiale, riconoscendo anche la variante veneta a base di prosecco.

Il Giro d’Italia è sfrecciato su queste strade collinari, ricamate da filari di vigneti ormai iconici, fino a giungere a Pieve di Soligo. La cittadina è il cuore pulsante del cosiddetto “Quartier del Piave” e una delle perle paesaggistiche delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO non per caso

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