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Ciclismo

GIRO D’ABRUZZO AREA DEL CARCIOFO, CON LE TIPICHE CASE IN TERRA CRUDA

VIRGILIO ROSSI

16/09/2026

tante curiosità attorno alla corsa

Con il Giro d’Abruzzo è iniziata una ricca settimana ciclistica sulle strade italiane, che culminerà con il ritorno del Giro del Lazio, sabato, e poi con quello della Campania, domenica prossima. Si parte con la prima tappa del Giro d’Abruzzo, dunque, che prende il via da Cupello, una cittadina in provincia di Chieti, ai confini con il Molise, per concludersi a Casalincontrada. Due cittadine che raccontano molto attraverso i loro territori e le loro tradizioni, messe in evidenza da questa breve corsa a tappe organizzata da RCS Sport e fortemente sostenuta dagli amministratori regionali.

Per chi non lo sapesse, Cupello è la patria del carciofo, in particolare del carciofo noto come “mazzaferrata”: si tratta di una pregiatissima varietà autoctona coltivata nell’area collinare del Vastese, tra le valli del Trigno e del Sinello, nei comuni di Cupello, Vasto, San Salvo, Monteodorisio, Furci e Lentella. Tondeggiante, panciuto, di colore verde con sfumature violette, privo di spine — inerme — e con un caratteristico foro all’apice, ricorda una mazza ferrata medievale: ecco da dove deriva il nome. Ogni anno, qui a Cupello, si tiene il tradizionale Festival del Carciofo (Cynara), tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, un appuntamento enogastronomico di grande richiamo.

Questa prima tappa del Giro d’Abruzzo è un po’ “fuori stagione”, ma permette ai 136 partenti e a tutta la carovana al seguito di assaggiare questa prelibatezza. La corsa si spinge prima verso il mare, costeggiando un tratto della Costa dei Trabocchi, che lascia dopo pochissimi chilometri per addentrarsi nell’interno, nella Val di Sangro: un territorio fondamentale per l’Abruzzo, per la sua grande rilevanza industriale, naturalistica, enogastronomica e storica.

È sede di un importantissimo agglomerato industriale, concentrato soprattutto tra Atessa e Paglieta, che ospita lo stabilimento Sevel — uno dei più grandi siti di produzione di furgoni e veicoli commerciali in Europa — e quello della Honda. La valle, dopo aver superato il bacino artificiale di Bomba, comprende località iconiche come Villa Santa Maria, storicamente nota come la “Patria degli Chef Italiani” e sede di una famosa scuola alberghiera.

La corsa viaggia con quattro fuggitivi e attraversa proprio Villa Santa Maria, dove la tradizione culinaria organizzata risale al XVII secolo, con radici nel XIII secolo, quando il principe Ferrante Caracciolo istituì una scuola professionale per formare i cuochi destinati successivamente alle corti nobiliari e alle grandi famiglie di Napoli. Qui c’è addirittura un museo dedicato ai cuochi e, sempre a Villa Santa Maria, nel 1563, nacque san Francesco Caracciolo, proclamato nel 1996 patrono dei cuochi d’Italia.

La corsa sale verso un altro luogo particolare, Montelapiano, noto per essere il comune meno popolato della regione Abruzzo e dell’Italia meridionale, con poco più di 60 abitanti. Siamo ai piedi della Maiella e si sfiorano luoghi iconici come Casoli, con il suo Castello Ducale, legato ai soggiorni di Gabriele D’Annunzio, e Guardiagrele, considerata la capitale dell’artigianato artistico abruzzese, celebre per la lavorazione del ferro battuto, del rame e per l’arte orafa.

La tappa sta per concludersi a Casalincontrada e i quattro fuggitivi vengono raggiunti dal gruppo proprio in vista del traguardo. A vincere è il lombardo di origini sarde Alessandro Fancellu, che supera tutti in cima alla salita conclusiva.

Casalincontrada è famosa soprattutto per essere la capitale abruzzese delle case in terra cruda, un patrimonio architettonico contadino unico. Qui si trovano oltre 120 edifici storici realizzati con la tecnica del massone, un impasto di terra, paglia e acqua. Per Fancellu, invece, inizia la “costruzione” di un probabile successo: la vittoria nella prima tappa, con arrivo a Casalincontrada, gli permette di conquistare la maglia di leader provvisorio del Giro d’Abruzzo.

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