MATTEOTTI, MONDIALE D’ABRUZZO NELLA PESCARA RICCA DI CULTURA E PERSONAGGI
Sulle strade degli arrosticini

Il norvegese Koller Loland vince la 78ª edizione del Trofeo Matteotti, che si è corso a Pescara, in quella che in tanti considerano come il “Mondiale d’Abruzzo”.
L’appellativo appartiene certamente alla storia del giornalismo sportivo locale e alla cultura popolare abruzzese, appassionata di ciclismo. È nato spontaneamente nel corso dei decenni per sottolineare l’importanza internazionale della classica pescarese, capace di attrarre regolarmente campioni di primissimo piano. La durezza del circuito sui colli tra Pescara e Montesilvano e la qualità dell’albo d’oro hanno spinto negli anni tifosi e cronisti a definire la corsa in modo evocativo, quasi a simboleggiare un campionato del mondo in miniatura per le strade che contraddistinguono il tracciato e dove si crea una vera e propria festa popolare.
Il Trofeo Matteotti, però, non nasce sotto le luci dei riflettori del ciclismo moderno, ma tra le macerie e la polvere di un’Italia che provava faticosamente a rialzarsi. È il 10 giugno 1945. La guerra è finita da poco più di un mese e Pescara, ferita dai bombardamenti, ha fame di normalità. In questo scenario, la sezione pescarese del Partito Socialista e la Ciclistica Pescara decidono di organizzare una corsa che sia un manifesto: intitolarla a Giacomo Matteotti, il deputato ucciso nel 1924, significa legare indissolubilmente lo sport ai valori della democrazia e della libertà. Quella prima edizione, vinta da Mario Ricci, non fu solo una gara, ma il primo grande evento collettivo di una città che tornava a respirare.
Pescara è la città che ha dato i natali e ospitato alcune delle menti più brillanti della cultura, della letteratura e dello sport italiano. I due giganti assoluti che hanno legato indissolubilmente il proprio nome alla città a livello internazionale sono Ennio Flaiano e Gabriele D’Annunzio. Il “Vate” della letteratura italiana, poeta, scrittore e militare di fama mondiale, ha immortalato le sue origini e le tradizioni locali nelle celebri Novelle della Pescara. La sua casa natale, nel centro storico, è oggi un museo nazionale.
Flaiano, sceneggiatore, scrittore e giornalista geniale, fu il braccio destro di Federico Fellini e firmò capolavori del cinema mondiale come La dolce vita e 8½. A lui si deve l’invenzione di termini ormai universali come “paparazzi” e “vitelloni”. La città lo celebra ogni anno con i prestigiosi Premi Internazionali Flaiano.
Per lo sport è certamente Marco Verratti l’atleta più famoso: centrocampista di livello internazionale, campione d’Europa nel 2021 con la Nazionale italiana. È cresciuto calcisticamente proprio nel Pescara Calcio, squadra con cui ha conquistato la storica promozione in Serie A nel 2012, sotto la guida di Zdeněk Zeman. Senza dimenticare Giovanni De Benedictis, medaglia di bronzo nella marcia sui 20 km alle Olimpiadi di Barcellona 1992, e senza lasciare indietro Stefano Giuliani, ex ciclista famoso per le sue “marachelle”, ma anche per le sue vittorie, ottenute pure quando era alla corte del grande Francesco Moser.
Giuliani non ha mai vinto il “Mondiale d’Abruzzo”, ma ne è diventato l’organizzatore per eccellenza, facendolo diventare un appuntamento appetibile per atleti e tifosi. Complice un circuito completamente “blindato” dal punto di vista della sicurezza, roba da fare invidia a un autodromo vero e proprio: qui, però, si parla di un circuito extracittadino dedicato per un giorno intero a una gara ciclistica di alto livello tecnico.
Qui regnano sovrane la sicurezza per i corridori, come pure la tradizione e il profumo degli arrosticini — rustell’ per i locali —: il fumo delle grigliate lungo la salita di Montesilvano Colle acceca corridori e seguito, ma non ha per nulla scalfito le idee di un norvegese come Loland, abituato forse ad assaporare solo salmone. Il Matteotti lo ha fatto suo e, con la classica, involontariamente, pure qualche stecca di arrosticini
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