SULLE DOLOMITI NELLA TAPPA DEI MISTERI DI ALLEGHE
una frazione tra scenari incantevoli e richiami storici

Ieri si è corso il tappone dolomitico del Giro, da Feltre ai Piani di Pezzè: a vincere, dopo una giornata condotta sempre in fuga, è stato lo statunitense Sepp Kuss della Visma‑Lease a Bike, compagno di squadra della maglia rosa Jonas Vingegaard. Con un dislivello di quasi 5.000 metri in sequenza i corridori hanno scalato il Passo Duran, il Passo Coi, la Forcella Staulanza, il Passo Giau (Cima Coppi), vetta più alta di questa edizione; poi il Passo Falzarego ed infine l’arrivo in salita ai Piani di Pezzè. Un bel cocktail di salite e di fatica, un puro spettacolo sportivo.
Feltre ha accolto la carovana rosa in quello che è considerato un incantevole “borgo verticale”, porta d’accesso al Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Rinata nel 1500 dopo un incendio, la città è cinta da possenti mura e dominata dal castello di Alboino e dalla torre del Campanon. Piazza Maggiore è il cuore della vita cittadina, circondata da palazzi affrescati, dalle fontane lombardesche e dallo storico Palazzo della Ragione. Chiamato la “Piccola Fenice”, il Teatro de la Sena è un altro gioiellino di Feltre ed è celebre perché qui mosse i primi passi il commediografo Carlo Goldoni. Tra i suoi musei, la Galleria d’Arte Moderna “Carlo Rizzarda”, rinomata per le sue straordinarie opere in ferro battuto in stile Liberty e Art Déco. Infine il Palio di Feltre, una delle più spettacolari rievocazioni storiche, con una sfida tra quattro quartieri che si tiene ogni primo fine settimana di agosto.
Da un Palio alla tappa del Giro: i corridori affrontano alcune delle più celebri salite della corsa rosa e tra queste il Passo Giau, a quota 2.236 metri di altitudine. Storicamente il passo fu teatro di accese dispute territoriali tra ampezzani e sanvitesi, risolte con la costruzione della Muraglia di Giau, un imponente muro a secco lungo oltre 2 km e costruito nel 1753. Fu eretto per porre fine a secolari e violente contese territoriali sui ricchi pascoli di montagna tra gli abitanti di Cortina d’Ampezzo e quelli di San Vito di Cadore. Per secoli le comunità di Ampezzo e San Vito si sono contese l’area del passo, fondamentale per il sostentamento dei pastori. Per risolvere i continui sconfinamenti e le risse, nel 1753 i delegati della Repubblica di Venezia e dell’Impero austriaco (allora confinanti in questa zona) imposero la costruzione di un confine netto. Il muro venne completato in soli sei mesi e fino al 1918 ha rappresentato un vero e proprio confine di stato.
Dal Giau al Falzarego, una delle salite più iconiche delle Dolomiti, dove nel Giro del 1946 Fausto Coppi sconfisse per la prima volta Gino Bartali in una scalata alpina. Dalla cima parte la funivia del Lagazuoi che porta alle gallerie e alle trincee scavate nella roccia, trasformate in un museo a cielo aperto. Le trincee e le gallerie scavate nella zona del Passo Falzarego e del Monte Lagazuoi costituiscono il più grande museo all’aperto della Grande Guerra in Europa. Questo spettacolare complesso d’alta quota fu teatro di battaglie e di posizioni tra l’esercito italiano e quello austro‑ungarico. La battaglia combattuta ieri era di tutt’altra storia: un corridore americano, Sepp Kuss, ha conquistato a suon di pedalate l’arrivo in cima ai Piani di Pezzè, situati a monte di Alleghe. Il paese è tristemente noto per i “Misteri di Alleghe”, una serie di omicidi avvenuti tra il 1933 e il 1946 che ispirarono libri e sceneggiati televisivi. Nel 1958 il giornalista Sergio Saviane pubblicò un articolo che ipotizzava un collegamento tra tutte queste morti, accusando pubblicamente la famiglia Da Tos. Le indagini dei carabinieri, riaperte dopo anni, portarono alla luce la sconvolgente verità e il processo si concluse nel 1960 con la condanna all’ergastolo dei Da Tos.
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