MAESTRI: SOGNO LA VITTORIA IN ITALIA. PER L’ITALIANO DICO JONATHAN MILAN
Il corridore emiliano grande protagonista delle fughe guarda già alla seconda parte di stagione e alla Coppa Italia delle Regioni

“Un uomo solo è al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome Fausto Coppi”. E’ la frase che rese celebre il radiocronista Mario Ferretti. “Non è solo, però guida la gara” è frase che si addice quando in fuga c’è Mirco Maestri, emiliano della Polti-VisitMalta. Maestri è uno dei corridori con più chilometri di fuga nelle gambe. E’ vero, nella stragrande maggioranza sono chilometri in compagnia di altri corridori, tuttavia il vento in faccia c’è sempre. Maestri ha sfiorato l’impresa domenica 24 maggio: nella tappa Voghera-Milano del Giro d’Italia è arrivato 2°, preceduto da Fredrik Dversnes Lavik. Terzo è giunto Marcellusi e 4° Mattia Bais, coequpier di Maestri .
“Mattia Bais – ammette Mirco – ha lavorato per mettermi nella condizione di vincere. Purtroppo non ce l’ho fatta”. Fredrik Dversnes, Mirco Maestri, Martin Marcellusi e Mattia Bais hanno il merito di aver resistito al comando per 130 chilometri malgrado il veemente inseguimento del gruppo a coronamento di una tappa di pianura. In rettilineo d’arrivo hanno conservato 57” sul gruppo pilotato da treni dei velocisti. E’ sempre legata al Giro d’Italia una delle imprese più belle di Maestri uomo da fuga: la tappa Martinsicuro-Fano del 16 maggio 2024. Vinse Julian Alaphilippe con Mirco 9° classificato. Maestri e Alaphilippe pilotarono insieme la tappa per 130 chilometri. A 11500 metri dal traguardo Alaphilippe staccò Maestri , che venne raggiunto e superato da altri corridori. Fu però una tappa bellissima, con 2 attaccanti che pizzicarono le corde dei sentimenti al grande pubblico del ciclismo. Alaphilippe non vinceva da quasi un anno. Muoversi a 130 chilometri dall’arrivo in compagnia del solo Mirco Maestri a molti era sembrato un azzardo per un corridore dell’esperienza di Alaphilippe. Invece quella partnership col reggiano di Guastalla si rivelò un trampolino per il valoroso francese.
“Maestri– dichiarò Alaphilppe oltre l’arrivo – è stato davvero forte e bravo, abbiamo lavorato bene insieme. Anche lui meritava di vincere oggi. Però ai piedi dell’ultima salita ho dato tutto e sono riuscito a staccarlo. Vi assicuro che non è stato facile”. Un tempo le fughe a lunga gittata si esaurivano nel finale. Il Tour Auvergne Rohne Alpes dimostra che sono sempre più numerosi i vincitori di tappa componenti della fuga iniziale.
“E’ un po’ una moda che ho contribuito a lanciare – afferma sorridendo Mirco Maestri, vincitore in carriera di gare in Slovenia, Cina, Grecia, Belgio – e che molti hanno implementato. Nel gruppo ci sono tanti fuoriclasse che vanno anticipati, arrivare con loro significa lottare al massimo per i piazzamenti. E così aumentano le fughe iniziali in cui spesso ormai si inseriscono anche corridori assai quotati”. L’argomento Giro d’Italia è alle spalle e per Maestri è già domani. Dopo la Copenaghen Sprint mente, cuore e gambe si concentreranno sul Campionato italiano in Piemonte. “Un appuntamento importante per tutti noi – precisa Mirco – in cui malgrado i 2800 metri di dislivello vedo Jonathan Milan favorito. Le squadre che dovranno controllare la corsa probabilmente saranno la mia Polti VisitMalta e la XDS Astana”. Nel 2024 Mirco ha vinto con la Nazionale il Campionato d’Europa di mixed-relay ad Hasselt, in Belgio.
“Una bella soddisfazione. E’ stato bellissimo anche gareggiare in altre specialità su strada degli Europei con la maglia dell’Italia”. Quest’anno i Campionati d’Europa si svolgeranno in Slovenia, mentre sarà il Canada ad ospitare la rassegna iridata su strada. “I percorsi in Canada e Slovenia sono proibitivi per me. L’unica speranza di entrare in Nazionale nel 2026 riguarda i Giochi del Mediterraneo. So che il criterio di ammissione sarà particolare, con pochi posti a disposizione per i titolari della prova in linea che dovranno anche partecipare alla cronometro. A livello generale con la rosa allargata per i Giochi del Mediterraneo spero che la Nazionale mi prenda in considerazione”. Per chi come atleta non è più alle prime armi (Mirco è nato il 26 ottobre 1991) ci vorrebbe finalmente una vittoria in Italia.
“Sono anni che ci spero – ammette il passista di Guastalla – e purtroppo le corse italiane sono molto adatte a passisti scalatori. Quella in cui sono andato meglio è la Coppa Bernocchi. Nel finale di stagione 2026 mi piacerebbe ottenere una vittoria in Italia”. Il programma di settembre e ottobre sarà caratterizzato da prove della Coppa Italia delle Regioni, la challenge della Lega Ciclismo Professionistico. “Ritengo che il presidente Roberto Pella e la Lega Ciclismo Professionistico stanno lavorando molto bene a favore di noi corridori. La Coppa Italia delle Regioni contribuisce a valorizzarci”. Mirco ha un sogno particolare: “Disputare la Milano – Sanremo da grande protagonista. E’ la corsa in Italia che più mi si adatta. E’ per passisti fondisti”.
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Giovedì 28 gennaio si è svolta, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari alla Camera dei deputati, la Cerimonia di presentazione della Coppa Italia delle Regioni 2026.
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