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Ciclismo

CRONACA DI PAESAGGI TRA STORIA, MEMORIA, GIRO E BELLEZZE

VIRGILIO ROSSI

28/05/2026

Il Trentino ha accolto il gruppo

Il Giro d’Italia parla sempre di più il danese: oltre a Jonas Vingegaard consolidato in maglia rosa, ad Andalo arriva pure il successo di Michael Valgren. Da Cassano d’Adda ad Andalo la corsa rosa fa rivivere tante emozioni e ricordi, a iniziare proprio dalla località di partenza. Nella frazione di Groppello di Cassano d’Adda è nato un certo Gianni Motta, classe 1943; professionista dal 1964 al 1976, era soprannominato “Il biondino”: nel 1966 ha conquistato la maglia rosa e due vittorie di tappa al Giro, sconfiggendo avversari del calibro di Jacques Anquetil e Italo Zilioli. Nato in una famiglia di agricoltori, aveva lasciato la scuola dopo la quinta elementare per andare a lavorare come garzone e poi come pasticciere nell’omonima e storica industria dolciaria Motta di Milano. Inizia a correre in bicicletta da adolescente, acquistando una bici usata da Ernesto Colnago, che poi di seguito diventerà suo amico e soprattutto mentore. Cassano d’Adda ha dato i natali ad altre due figure importanti: la prima, la più importante e sempre in ambito sportivo come Gianni Motta, è l’indimenticabile Valentino Mazzola (1919–1949), calciatore e carismatico capitano del Grande Torino. La seconda figura, meno nota, fu Giuseppe Domenico Perrucchetti (1839–1916), generale e politico, ma storicamente riconosciuto come il fondatore del Corpo degli Alpini.

Si parte con la tappa proprio in direzione delle Alpi e, per l’appunto, nelle grandi montagne dove i valorosi alpini scrissero pagine indimenticabili di storia per il nostro Paese. I corridori scavalcano il Passo Tre Termini dal versante di Iseo per lanciarsi in direzione del Trentino lungo la valle del lago d’Idro. Grazie alla sua posizione e ai venti costanti, è una meta prediletta per praticare vela, windsurf, kitesurf e canoa. Le acque raggiungono temperature miti d’estate, rendendo la balneazione piacevole fino a settembre. Quello di Idro è un lago di origine glaciale, si trova a 368 metri di altitudine e le sue sponde ripide e boscose, che scendono a picco sull’acqua, gli conferiscono un aspetto suggestivo e selvaggio, simile a quello di un fiordo norvegese. Tra i corridori che nel frattempo animano la tappa c’è proprio un norvegese, Leknessund, che guida insieme a Valgren un nutrito drappello di fuggitivi. A loro non interessa la Rocca d’Anfo, il monumento storico più celebre della zona, della quale vedono solo la sagoma di questa imponente fortezza militare a picco sul lago, costruita dalla Repubblica di Venezia e ampliata poi definitivamente da Napoleone. Tione di Trento è il crocevia strategico che collega la Val Rendena (Madonna di Campiglio), la Valle del Chiese e le Giudicarie Esteriori, da dove i corridori imboccano la via verso Stenico. Questo paese ha origini antichissime (probabilmente legate all’antico popolo degli Stoeni) e dista circa 30 km da Andalo.

La tappa e i fuggitivi hanno imboccato un finale tutto scoppiettante, addolcito solo dallo spettacolo del lago di Molveno che anticipa la salita finale verso il traguardo. Molveno è stato ripetutamente premiato da Legambiente e dal Touring Club Italiano come il lago più bello d’Italia. Ha ottenuto più volte le ambite “5 Vele” per la purezza delle sue acque e l’eccellenza dei servizi turistici ecosostenibili, ed è il più grande ed esteso d’Italia situato a una quota superiore agli 800 metri s.l.m. Raggiunge una profondità massima di 124 metri. I corridori hanno il naso in su verso Andalo: in quella che è considerata una delle località turistiche di montagna più importanti del Trentino, incastonata tra il Gruppo delle Dolomiti di Brenta e la Cima Paganella, Valgren piazza la sua stoccata vincente.

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