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Vincenzo Nibali: il futuro del ciclismo tra giovani, sicurezza e nuovi progetti

19/02/2025

Oggi il suo impegno è rivolto alla crescita della disciplina, con particolare attenzione ai giovani, alla sicurezza stradale e allo sviluppo di nuove iniziative.

Per lui anche un nuovo percorso con la Lega Ciclismo con la Commissione Promozione dei Valori del ciclismo

Il legame tra Nibali e la Lega Ciclismo nasce grazie all’incontro con il Presidente Roberto Pella durante una tappa del Giro d’Italia. Da lì è maturata la volontà di lavorare insieme per dare un contributo concreto allo sviluppo del ciclismo italiano.

“All’inizio non sapevo bene su cosa mi sarei concentrato, ma avevo voglia di darmi da fare”, racconta Nibali. “Ora mi sto dedicando a diversi progetti di promozione del ciclismo. Guardo con interesse anche anche al nascente Giro della Magna Grecia e la Coppa Italia delle Regioni. Quest’ultima, oltre a un importante montepremi, è ben strutturata dal punto di vista organizzativo ed è una grande opportunità per il nostro sport.”

La necessità di investire sui giovani e non solo sui grandi eventi.

Uno dei punti centrali dell’impegno di Nibali è il settore giovanile, che negli ultimi anni ha incontrato molte difficoltà. “I vivai sono quelli che più stanno soffrendo. Le gare giovanili stanno diminuendo, così come i volontari che aiutano a organizzarle e solitamente lavorano nelle associazioni. È fondamentale supportare chi si impegna a far crescere il ciclismo dalle basi.

Un altro ostacolo è la difficoltà di creare squadre giovanili: “Non è facile, perché servono molte risorse. Le biciclette devono essere di varie misure, poi i ragazzi crescono e bisogna cambiarle spesso. Ma oltre ai mezzi, serve anche una cultura diversa per chi sta sulla strada.”

Sicurezza stradale e cultura del rispetto

Nibali pone grande attenzione alla convivenza tra ciclisti e automobilisti, una tematica sempre più rilevante con l’aumento del numero di ciclisti sulle strade dopo la Pandemia,. “Ci vorrebbe una linea orizzontale a lato strada, ben definita, che stabilisca dove devono stare i ciclisti, con spazi adeguati, in modo che gli automobilisti possano prendere le misure. Noi dobbiamo rispettarla, ma potremmo anche stare in doppia fila in sicurezza. Certo, ci sono ciclisti che con comportamenti sbagliati alimentano l’odio verso la categoria, ma è fondamentale dare il buon esempio.”

Per migliorare la sicurezza e avvicinare i giovani al ciclismo, Nibali propone soluzioni moderne come la realizzazione di piste pump track, spazi adatti a biciclette, skateboard e altre discipline. “Quando ero bambino, passavamo i pomeriggi all’oratorio a giocare, ma oggi questi spazi sono sempre meno frequentati. Creare infrastrutture adeguate potrebbe essere un’ottima soluzione per dare ai ragazzi un luogo sicuro dove divertirsi e avvicinarsi allo sport.”

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