Lega del Ciclismo Professionistico


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Professionismo e dilettantismo nel mondo dello sport: storia di una riforma della legge 91 necessaria. La commissione per la riforma presieduta da Vincenzo Scotti, allora Presidente della Legaciclismo, aveva individuato soluzioni praticabili e condivise, per non penalizzare gli sportivi e le società. Il grido d’allarme di Valentina Vezzali ora scuote il CONI.

Professionisti o dilettanti? Wired indaga lo strano caso del professionismo nel mondo dello sport
Calcio, basket, golf e ciclismo, sono solo queste a oggi le discipline sportive professionistiche in Italia (tra l’altro tutte maschili). Come mai? Troppi oneri fiscali?

È questo il caso indagato nell’articolo del 22 settembre scorso da Wired. (leggi l’articolo di wired

Sarebbero quindi pochissimi gli atleti (uomini e donne) tutelati dalla legge 91, che ormai appare obsoleta e inadeguata. Il problema è stato sollevato dalla deputata e atleta Valentina Vezzali, in difesa delle atlete donne, e già lo scorso anno Vincenzo Scotti, Presidente della Lega Ciclismo e Presidente Link Campus University aveva inviato a questo proposito una lettera al Presidente del CONI Giovanni Malagò.(leggi la lettera)

Il CONI si sta impegnando molto in questa direzione, il Presidente Malagò, in un’intervista a Tiscali dichiara “È assurdo che campionesse come la Vezzali e la Pellegrini siano discriminate, ma il problema non sono loro. Ci sono anche atleti uomini, che giocano a pallavolo ai massimi livelli e si allenano tutti i giorni, che non sono professionisti“.

Al fine di superare la legge dell’81, il comitato olimpico nazionale ha creato una commissione di riforma coordinata dall’avvocato Pierluigi Matera (Presidente della Scuola Postgraduate e Programme Leader del Corso di Laurea in Giurisprudenza di Link Campus University nonchè viceprocuratore del CONI) che ha cercato di mettere insieme gli interessi delle varie federazioni e ha presentato una bozza al governo.

Lo scopo è quello di portare alla luce le situazioni di professionismo de facto (ma non formali), per tutelare i diritti degli atleti. Per rendere possibile tutto ciò, inoltre, vengono ipotizzati sgravi fiscali e la restituzione di una parte dei contributi previdenziali versati dalle società, secondo una ricerca realizzata dalla stessa commissione del Coni, infatti, lo sport è un settore che dà all’Inps tre volte quello che ne riceve.

leggi l’articolo di Wired


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FEDERCICLISMO E LEGA: SODDISFAZIONE PER I CAMPIONATI ITALIANI PROFESSIONISTI 2015 Da Milano, capitale dell’Expo 2015 a Torino, Capitale Europea dello Sport 2015: il ciclismo volano per l’Italia degli eventi internazionali

La Federazione Ciclistica Italiana e la Lega del Ciclismo Professionistico hanno proceduto ieri all’assegnazione del Campionato Italiano strada professionisti e del campionato italiano crono open.
Le corse sono state assegnate alla società A.C. Arona e si svolgeranno tra la Lombardia e il Piemonte con tutti gli arrivi nella città di Torino.
La soddisfazione per il risultato è rimarcata dal Presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, dal Presidente di Lega Enzo Scotti e del Vicepresidente, Enzo Ghigo, animatore dei progetti ciclistici nella regione di cui è stato in passato Presidente.
“Avevamo le candidature di due progetti qualificati, a Pescara e Torino, molto interessanti dal punto di vista territoriale e tecnico. La scelta è caduta su Torino, che è capitale europea dello sport 2015, anche in ragione della disponibilità degli organizzatori nel farsi carico delle gare femminili di categoria élite e junior, in una cornice spettacolare come quella del Colle di Superga.
Ringrazio inoltre la società Ac Arona per l’impegno sottolineando che l’assegnazione del campionato è stata realizzata per competenza e capacità organizzativa. Il progetto infatti unisce le due città simbolo dell’Italia nel mondo per il 2015: Milano, sede dell’Expo e Torino, centro nevralgico dello sport sul continente per il 2015” – dichiara il Presidente Di Rocco.

La FCI e la Lega desiderano comunque  tributare un ringraziamento ed un riconoscimento alla l’U.C. Perna di Pescara per la proposta presentata che sperano possa ripresentare in futuro la candidatura in una  prospettiva di sviluppo e diffusione del ciclismo al centro sud.

Milano, 18 dicembre 2014

 


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Durante la sessione di aggiornamento delle figure che operano nel mondo professionistico è stata presentata la nuova Riforma UCI, dopo l’accantonamento della precedente. Le associazioni chiedono sostenibilità per tutti i livelli, più condivisione informazione e trasparenza.


A Salsomaggiore Terme si è svolto oggi il corso organizzato da Lega, Settore Studi e CNDCS della FCI Italiana con la collaborazione delle Associazioni del professionismo dei Direttori Sportivi (Adispro) degli Organizzatori (AIOCC) dei Gruppi Sportivi (Legagruppi) e dei corridori (Accpi) – Partecipata Tavola Rotonda su “La Riforma del Ciclismo” prevista per il 2017, le cui linee guida sono state illustrate da Van Damme, presidente della Federazione belga

Salsomaggiore Terme (PR) (22/11) – L’intensa giornata dedicata alla formazione e aggiornamento di competenze delle importanti figure che operano nel mondo del ciclismo professionistico ha visto un’ottima partecipazione. In apertura il saluto del Presidente Di Rocco: “Questo seminario unisce tutte le componenti del ciclismo professionistico italiano ed è un’occasione straordinaria per fare il punto della situazione e trovare insieme le risposte alle tematiche che riguardano il nostro movimento nel quadro dell’evoluzione del ciclismo mondiale. Dobbiamo anche guardare oltre il biennio olimpico in cui siamo entrati. Nel 2017 scatta la riforma elaborata dall’UCI. Credo che tutte le componenti del professionismo (Atleti, Organizzatori, Direttori Sportivi) debbano sforzarsi di analizzare con estremo realismo il processo di globalizzazione in atto anche nel nostro sport.”.
Di Rocco ha concluso il suo saluto invitando a operare con apertura mentale e spirito di squadra, secondo il grande insegnamento di Alfredo Martini e Franco Ballerini, ripreso da Paolo Bettini e oggi da Davide Cassani.
Dopo la sessione mattutina dedicata alla formazione obbligatoria per i neo-professionisti, per i direttori di organizzazione ed ai DS,  organizzazione ed ai DS, si è aperta nel pomeriggio la Tavola Rotonda sulla Riforma UCI con il saluto di Vincenzo Scotti, presidente della Lega del Ciclismo Professionistico.
A seguire, l’intervento di Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, che ha ripercorso l’iter della riforma, frutto di due anni di mediazione, ricordando come da alcune criticità evidenziate dagli attori partecipanti si è arrivati a una nuova stesura della proposta, poi illustrata da  TomVan Damme, presidente della Federazione Belga, nonché dirigente UCI.
“ L’Italia insieme al Belgio rappresenta la base del ciclismo, quello vecchio ma anche quello nuovo. Quella in cui viviamo è un’epoca di sviluppo, malgrado i problemi che abbiamo, e oggi il ciclismo è uno sport globalizzato. Questa globalizzazione ha quindi richiesto una riforma che prevede un calendario gare anche in altri Paesi. Nel nuovo progetto di riforma le basi non cambiano: maggior trasparenza, visibilità, credibilità e stabilità. Tutti dobbiamo compiere uno sforzo. E’ necessario pensare in termini globali, e non è sempre facile” .
Linee guida nuovo Progetto di Riforma
Le linee guida del nuovo progetto di Riforma del ciclismo, un documento, ha sottolineato più volte Van Damme, ancora in divenire, partono dalla problematica emersa nella proposta precedente legata alla divisione B che, per necessità, è stata semplificata perché mancava di logica considerando anche la difficoltà, dal punto di vista del marketing, di vendere la stessa categoria. L’UCI ha fatto una nuova proposta che si riduce in:
1. World Tour UCI > World Team, con l’idea di avere 16 squadre
2. UCI Challenge Tour > con l’idea di avere dalle 18 alle 22 squadre
3. Circuiti Continental o Continental Team con Development Team UCI.
Van Damme ha sottolineato come l’attuazione di queste linee guida, ancora una base di lavoro, sono da vedere in prospettiva futura, dal 2017 in avanti. Ha poi evidenziato come questa nuova proposta: “Non disegna un circuito chiuso, ma una buona piattaforma per favorire la partecipazione. e la crescita. L’idea è che ci sia movimento tra le categorie sia rispetto alle squadre sia rispetto alle corse stesse. Anche le gare dovranno presentare un piano marketing ed economico e chi rispetta i parametri potrà salire di categoria.
Da analizzare ancora le linee di partecipazione delle squadre. Le Continental dovranno comunque avere il passaporto biologico. Tuttavia deve essere ancora deciso come tutto questo sarà messo in pratica”.

Van Damme ha poi concluso così il suo intervento: “Nei nostri paesi gli organizzatori e le squadre hanno ambizioni. Queste sono le linee guida, i dettagli sono ancora da definire”.
Dopo l’intervento di Van Damme, si sono espresse tutte le componenti del ciclismo.
Mauro Vegni, direttore del Giro nella sua veste di organizzatore ha così commentato: “L’aspetto importante di questa riforma è che non prefigura un sistema chiuso, dando così a tutti gli attori in campo aspettative di miglioramento e di crescita. La stabilità, inoltre, deve essere garantita non solo nelle squadre di fascia alta. Vanno cioè contemperate le esigenze di ognuno, partendo dal presupposto che tutti dovremmo sacrificare qualcosa perché tutti facciamo parte di un processo in atto”.
Stefano Feltrin, consigliere di Lega nonché componente della Commissione Strada UCI e responsabile dei GS, è così intervenuto: “Abbiamo già fatto presente all’UCI come la nuova riforma non sia il frutto di una condivisione, ma solo di una imposizione. È necessaria una riforma secondo un iter concordato e non imposto”. Feltrin ha posto l’accento poi sulla questione della tutela dell’eventuale team che retrocede.
Luca Guercilena, team manager, ha paventato che con questa riforma sia alto il rischio di deprofessionalizzazione. “Chi ci rimette sono i tecnici e poi gli atleti. La speranza è che il criterio di stabilità sia rispettato”.
Federico Scaglia, in rappresentanza dei corridori ha posto l’accento sul non equilibrio insito nella v ecchia formulazione della riforma e sull’importanza di dare una sempre più chiara informazione soprattutto agli atleti.
La parola al Presidente Di Rocco, che ha sottolineato come “Abbiamo grosse potenzialità, ma se non le mettiamo in atto perderemo tutti qualcosa. Più siamo sinergici e coordinati, più riusciremo ad esprimere queste potenzialità’.
A conclusione Van Damme ha ringraziato per i primi feedback ricevuti sottolineando ancora che le linee guida sono un documento sottoposto a revisione e che si farà portavoce con il presidente Cookson di quanto emerso.
La Tavola Rotonda si è chiusa con le parole del Presidente Scotti: “C’è un interesse supremo che deve unire tutti. Vi invito a farvi promotori di proposte con la capacità di individuare le criticità della riforma. La stabilità nasce dalla sostenibilità e dobbiamo tutti esserne consapevoli”.

 

 

 


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Lettera del Presidente di Lega Vincenzo Scotti al Presidente CONI Giovanni Malagò: cambiamo in fretta la Legge 91 sul professionismo o per le nostre società non ci sarà futuro

Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera che il presidente della Lega del Ciclismo Vincenzo Scotti ha inviato ieri al Presidente del CONI Giovanni Malagò riguardante la revisione della legge 91 del 1981 sul professionismo sportivo.

E’ un’iniziativa  che serve a trasmettere il forte disagio del mondo professionistico italiano che ha bisogno di soluzioni immediate, le quali sono sicuramente alla portata, visto il testo predisposto dal Gruppo di lavoro del CONI sulla riforma della legge sul professionismo che ha messo assieme le proposte di tutti gli sport trovando convergenze importanti.

L’obiettivo della proposta di legge, che il CONI ha la facoltà di proporre al Parlamento, è quello di modernizzare e aggiornare la normativa, in maniera pragmatica e con interventi che non stravolgano l’impianto generale della legge, in modo che possa rispondere adeguatamente alle esigenze dello sport professionistico attuale.

Maggiore apertura internazionale, diminuzione dei costi del lavoro per le società italiane anche grazie alla possibilità di contratti di formazione e apprendistato, migliore gestione dei contributi previdenziali e dell’accesso pensionistico per gli atleti sono alcuni dei punti cardine del testo.

Questi interventi potranno essere di sicuro ausilio nell’arginare la fuga all’estero o la sparizione delle nostre società sportive che già oggi sono ridotte ai minimi storici. Solo con la presenza di società italiane e operanti in Italia possiamo ricercare e dare un futuro ai nostri giovani talenti

Leggi la lettera Comunicazione Prof. Scotti – Pres. Malagò 15 luglio 2014


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Comunicato Stampa della Lega del Ciclismo Professionistico

STRAORDINARIA SECONDA VITTORIA DEL CAMPIONE ITALIANO VINCENZO NIBALI NELLA 10 TAPPA DEL TOUR DE FRANCE 2014

I Complimenti del movimento professionistico al Campione nazionale, Vincenzo Nibali, che ha saputo cogliere la seconda prestigiosa vittoria dominando una tappa difficilissima

Il Presidente della Lega del Ciclismo Professionistico, Vincenzo Scotti assieme al Consiglio Direttivo  si congratula con il Campione Italiano, Vincenzo Nibali per la straordinaria vittoria sul traguardo di Planche des Belles Filles nel corso di una durissima decima tappa complicata dal maltempo, dalle cadute e dal dislivello di 3600 metri : “E’ il secondo acuto di Vincenzo con la maglia tricolore, conquistata solo pochi giorni prima della partenza del Tour, durante il Campionato  Italiano a Fondo in Val di Non. Da domani Nibali, in questo momento l’espressione più alta e autentica del professionismo italiano, indosserà nuovamente la maglia gialla e sono certo che saprà onorarla a modo suo: correndo in maniera entusiasmante e intelligente fino alla fine del Tour de France”.

 

Milano, 15 luglio 2014

 


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Assemblea Lega: serve una svolta per garantire il futuro al nostro movimento. Riforma UCI, comunicazione e futuro i tre argomenti chiave discussi

Milano, 4 aprile 2014

L’annuale assemblea della Lega del Ciclismo Professionistico si è svolta oggi presso la sede del CONI Lombardia, in Via Piranesi a Milano.

Il presidente Vincenzo Scotti, i Vice Presidenti Enzo Ghigo e Michele Gamba con i consiglieri Amedeo Colombo, Stefano Feltrin, Mauro Vegni e il segretario Stefano Piccolo hanno condotto la parte degli adempimenti formali con la presenza del presidente federale Renato Di Rocco e del segretario generale FCI Maria Cristina Gabriotti.
Presente pure l’avv. Federico Scaglia, segretario ACCPI, Franco Costantino, presidente AOCC (Associazione Organizzatori) unitamente ai responsabili di molte società organizzatrici.
L’introduzione è stata del presidente Vincenzo Scotti con il supporto del vice presidente Enzo Ghigo, di Mauro Vegni e di Stefano Piccolo.

Assemblea Lega 2014L’assemblea ha provveduto altresì all’elezione del rappresentante dei gruppi sportivi in ambito C.D. LCP per sostituire il dimissionario Alberto Volpi. E’ stato eletto, all’unanimità Davide Goetz, presidente dell’Assogruppi, l’Associazione che riunisce i direttori sportivi italiani.
E’ stata approvata la relazione del Consiglio Direttivo e il bilancio illustrato da Elio Ghitti.
Gradito il saluto del presidente regionale CONI Pierluigi Marzorati, sempre molto vicino al ciclismo.

Subito nel pomeriggio è stato iniziato un ampio dibattito con interventi del presidente Di Rocco, di Vegni – a varie riprese -,  Bruno Reverberi, Claudio Corti, Giovanni Fontanini, Gianni Savio, Franco Costantino, Ruggero Cazzaniga, presidente STF e il neo-eletto nel C.D. L.C.P. Davide Goetz che hanno toccato, dai diversi angoli di visualizzazione, molti dei problemi del ciclismo professionistico attuale nell’intento di contribuire a un miglioramento delle attuali condizioni.

Opinioni, considerazioni, proposte che verranno tenute in considerazione e vagliate in prospettiva futura.

 

 

 


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Presentazione ricerca: “ciclismo tra percezione e comunicazione”.

08/03/2014
CONFERENZA: “Il Ciclismo tra percezione e comunicazione”

Presentato il 1° Rapporto della ricerca realizzata dalla Link Campus University in collaborazione con Federazione Ciclistica Italiana, Lega del Ciclismo Professionistico, Rcs-La Gazzetta dello Sport

Roma (8/3) – Presentato ieri a Roma, presso la sede di Confindustria, il 1° Rapporto su “Il Ciclismo tra percezione e comunicazione”, realizzato dalla LinkCampus University e Federazione Ciclistica Italiana in collaborazione con Lega del Ciclismo Professionistico e RCS La Gazzetta dello Sport. La ricerca, unica nel campo del ciclismo e della bicicletta più in generale, ha analizzato l’immaginario collettivo connesso a questo mondo, fatto di coraggio, sacrificio e determinazione.
“Il ciclismo è per me una passione – ha dichiarato il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi in apertura dei lavori – che mi ha tramandato mio padre. E’ anche (e questa ricerca ha il merito di evidenziarlo) uno dei più potenti mezzi di comunicazione, in grado di trasmettere valori positivi. E’ lo sport che più amo, che mi ha regalato le più grandi soddisfazioni dal punto di vista sportivo ed è anche un incredibile maestro di vita. Ringrazio, da appassionato, la Federazione per quanto sta facendo in questi anni per ridare credibilità ad uno sport che resta il più bello, il più sinceramente legato ai gusti e alla cultura del nostro Paese”.
Il Presidente della FCI Renato Di Rocco, nell’apprezzare la ricerca, ha ricordato come “nonostante i problemi di questi anni, il ciclismo ha saputo rigenerarsi ed espandersi, mantenendo alti indici di popolarità, come confermato dalla stessa ricerca, al punto da diventare capofila di un cambiamento culturale che ripensa il modo di intendere i nostri stili di vita”.
“Il pregio di questa ricerca – ha sottolineato il Presidente della Link Campus University, Vincenzo Scotti – è che si rivolge ad appassionati, addetti ai lavori, pubblico più vasto ed anche alla classe dirigente, ricordando come ciclismo e bicicletta rappresentino una parte fondamentale della nostra cultura. Una ricerca che svela non solo come sia percepito questo sport, ma anche quanto esso effettivamente abbia bisogno del contributo di tutti per poter crescere”.
Ad illustrare i risultati del lavoro di ricerca, il professore Nicola Ferrigni – autore del testo – che ha fotografato in circa 300 pagine il panorama di aspirazioni, desideri, passioni che ruota attorno al ciclismo e alla bicicletta intesa come “svago”. Una ricerca ricca di grafici, tabelle e spunti di riflessione; un lavoro realizzato in occasione del Giro d’Italia 2013, che ha previsto la somministrazione dei questionari a più di 1.000 persone, durante sette tappe del Giro. “Abbiamo anche voluto inserire – ha spiegato Ferrigni – interviste dettagliate ad autorevoli opinion leader che dessero l’immagine del loro panorama di emozioni legate alla bicicletta”.
Tra i relatori anche Paolo Bellino, direttore Generale RCS Sport: “Conoscere chi segue il ciclismo – ha detto – vuol dire capire l’Italia; questo è fondamentale per noi che organizziamo una gara che la percorre da Nord a Sud”.
E non sono mancate le testimonianze di chi il giro d’Italia l’ha fatto in sella. Un grande campione come Gianni Bugno ha ricordato come “Il ciclismo è contatto con il pubblico, fatica e sacrificio”.
Davide Cassani, tecnico della Nazionale: “Ho iniziato ad amare il ciclismo al mondiale del ‘68, da allora non ho più smesso. La maglia azzurra è stata la gioia più grande e mi ha permesso di realizzare un sogno: diventare tecnico della Nazionale”.
Un appello ai colleghi della stampa è arrivato da parte di Andrea Monti, direttore della Gazzetta dello Sport: “Il ciclismo ha bisogno di essere raccontato con la semplicità che si deve ad uno sport che è sinonimo di rigore e fatica. Questo sport è legato al nostro Paese e continuerà ad esserlo, perché si basa su emozioni sincere e su un mezzo, la bicicletta, che identifica lo stile di vita del futuro.”
A chiudere i lavori, Roberto Sgalla – Direttore della Scuola Superiore di Polizia – che ha ricordato come la sicurezza debba rappresentare uno dei temi fondamentali. La missione delle istituzioni deve essere per Sgalla, quella di permettere all’Italia un salto culturale tale che dia la possibilità di guardare il mondo dalla bicicletta senza il rischio di perderci la vita (nella foto, da sx: Di Rocco, Squinzi, Scotti e Ferrigni).

Le video interviste a Di Rocco, Scotti, Sgalla e Ferrigni nel link

Ufficio Stampa Fci

Link Video Servizio Raisport con dichiarazione di Giorgio Squinzi

Servizio Raisport


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Nazionale: il nuovo CT Davide Cassani presenta il suo programma davanti a Malagò, Di Rocco e Scotti

DAVIDE CASSANI: “Cercherò di fare il CT Tutto l’anno. Il mio compito è quello di dialogare con ogni gli atleti: a fine mese i primi raduni a Camaiore per stradisti e per cronomen. Andrò a Ponferrada in ricognizione sul percorso”- L’augurio del Presidente del Coni, Giovanni Malagò: “Davide Cassani è l’immagine pulita del ciclismo: una scelta eccellente”. Il Presidente Di Rocco: “Da quando è stato comunicato il nome di Cassani a ruolo di CT, abbiamo raccolto numerosi consensi”.

Roma, 3 febbraio 2014 – E’ stata ufficializzata oggi, presso la sala Giunta del Salone del Coni, la nomina di Davide Cassani al ruolo di CT della Nazionale Professionisti. Alla cerimonia, presenti, il presidente del Coni, Giovanni Malagò ed il segretario generale Roberto Fabbricini, il presidente federale, Renato Di Rocco, il presidente della Lega del Ciclismo Professionistico, Vincenzo Scotti ed il segretario generale della FCI, Maria Cristina Gabriotti.

Il Presidente Renato Di Rocco ha salutato la platea, augurando al CT Cassani un buon lavoro: “Da quanto abbiamo comunicato che Davide Cassani è il CT della nazionale professionisti, abbiamo raccolto numerosi consensi e questo ci rende entusiasti. Una scelta condivisa, come sempre, anche con il presidente Malagò e con il segretario Fabbricini.  Colgo l’occasione per ringraziare di nuovo Paolo Bettini: la sua avventura in Maglia Azzurra è stata resa difficile anche da alcune scelte etiche fatte. Dopo che Bettini mi ha comunicato la sua decisione, Davide Cassani è stata la persona cui ho pensato nel modo più naturale possibile. Sono contento della scelta fatta e Davide ha già dimostrato di voler andare oltre al ruolo di CT, attraverso la formazione ed il dialogo con gli atleti. Il CT del ciclismo ha un ruolo differente rispetto ai CT degli altri sport: si gioca tutto in un giorno ma deve costruire la “Squadra” nell’arco del tempo e attraverso il continuo dialogo. Auguro un buon lavoro al CT Cassani” – dice il presidente Di Rocco.

Il Presidente Di Rocco ha ricordato inoltre la medaglia storica vinta da Eva Lechner ai Mondiali di Ciclocross, conclusi eri in Olanda ed il suo impegno nel direttivo UCI. Un ricordo è andato anche a Teofilo Sanson, imprenditore italiano e innamorato del ciclismo, scomparso l’altro giorno.

Entusiamo anche da parte del presidente del Coni, Giovanni Malagò, in partenza per i Giochi Invernali di Sochi, ma che è riuscito a presenziare in conferenza: “Sono vicino alla Federazione Ciclistica Italiana ed al suo percorso “culturale” riconoscendone i meriti anche se il prezzo pagato è stato molto alto – dice il presidente Malagò – La Federciclismo ha la fortuna di essere multidisciplinare ma ciò comporta investimenti nell’attività e anche nella formazione. Il presidente Di Rocco è uno di quei presidenti che veramente tifa per tutta la Squadra Azzurra ed appena Di Rocco mi ha informato della sua scelta, avevo anch’io nella testa il nome di Cassani. L’ho subito chiamato dicendogli che, visto il ruolo a cui era chiamato, a contratto doveva esserci una postilla per cui non avrebbe più potuto “pedalare” con amici come Santilli,  Comanducci, per citarne due presenti oggi. La risposta di Cassani è stata perfetta: allora non firmo il contratto!” – conclude scherzosamente il presidente Malagò.

Davide Cassani visibilmente commosso ha preso poi la parola: “Sono emozionato. Non trovo le parole per poter descrivere la mia emozione. Quando il presidente della FCI mi ha telefonato proponendomi questo ruolo, non ho avuto nessun dubbio. Sarò un CT non solo per un giorno ma per tutto l’anno. Andrò a vedere anche altre discipline come Mtb, pista, BMX  e incontrerò altre categorie come U23 e junior, allievi. Mi dedicherò a tempo pieno a questo ruolo. Sono di natura un ottimista: anche se non abbiamo “il fenomeno su cui puntare” abbiamo giovani talenti che stanno dimostrando a pieno il loro valore e sapranno darci

soddisfazioni: penso ad alcuni come Ulissi, Modolo, Malori e a Ponzi, quest’ultimo che ha vinto ieri. E’ vero, il ciclismo italiano ha bisogno di cambiamenti: è necessario avvicinare i bimbi al ciclismo e non solo con l’attività su strada, sfruttando anche i grandi numeri che ha il mondo amatoriale.

Inizierò il mio lavoro con una ricognizione sul percorso mondiale con gli altri CT. Lo filmerò, come è nel mio stile; per poi proseguire con due raduni, uno per stradisti ed uno per cronomen a Camaiore, iniziando così a lavorare con gli atleti attraverso una pianificazione” – conclude il CT Cassani.

La ricognizione sul percorso mondiale di Ponferrada 2014 è in programma dall’11 al 13 febbraio.

Mentre i raduni in programma a Lido di Camaiore sono due.

Dal 26 febbraio al 1 marzo il raduno dedicato agli stradisti: Valerio Agnoli, Enrico Battaglin, Ivan Basso, Eros Capecchi, Damiano Caruso, Giampaolo Caruso, Damiano Cunego, Sonny Colbrelli,  Alessandro De Marchi, Francesco Gavazzi, Oscar Gatto, Vincenzo Nibali, Adriano Malori, Marco Marcato, Sacha Modolo, Moreno Moser, Simone Ponzi, Filippo Pozzato, Matteo Rabottini, Daniele Ratto, Diego Ulissi, Ivan Santaromita, Daniel Oss, Matteo Tosatto, Alessandro Vanotti.

Dal 1 al 5 marzo in programma il secondo raduno, sempre a Camaiore, per i cronomen: Stefano Pirazzi, Manuele Boaro,  Marco Coledan, Dario Cataldo e Manuel Quinziato.

Da domani il CT Davide Cassani sarà al Tour de Dubai, anche se non è una corsa di osservazione, per dare il via a quel dialogo con atleti e DS indispensabile.

Tra gli ospiti presenti, anche Giovanni Fontanini, Organizzatore CP Camaiore;  Alessandro Dal Dotto, Sindaco di Camaiore; Anna Graziani, Consigliere Delegato in materia di Sport comune di Camaiore; Gianluca Santilli, responsabile del Settore Amatoriale della FCI e Giovanni Grauso, procuratore della FCI.


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Comunicato Stampa della Lega Ciclismo sulle dichiarazioni di Danilo Di Luca: non si è accorto del mutamento culturale in gruppo, i giovani pagano oggi per i danni causati dai corridori della sua generazione

Milano, 22 gennaio 2014
Comunicato Stampa  della Lega del Ciclismo Professionistico

 In merito alle dichiarazioni di Danilo Di Luca, rilasciate in una intervista alla trasmissione televisiva “Le Iene”, trascritta oggi da molti organi di stampa, si devono rilevare alcune palesi incongruenze nelle risposte relative al complesso tema del doping.

 Nel momento in cui Di Luca sostiene che tutti al Giro d’Italia sono dopati, tanto il doping non viene rilevato dai test, si dimentica di  sottolineare che proprio lui è stato trovato positivo a dei controlli antidoping per ben due volte e che la seconda positività è stata rilevata a poche decine di giorni dalla fine della squalifica di due anni  per doping che aveva ricevuto.

 E’ chiaro che Di Luca non si è reso conto allora e continua a non rendersi  conto oggi, dei profondi mutamenti culturali all’interno del gruppo, in primo luogo da parte dei soggetti più giovani, che pur senza responsabilità, hanno subito i danni maggiori causati dai comportamenti di atleti della generazione di Di Luca.  Inoltre l’efficienza del sistema dei controlli antidoping che chiede ai corridori la reperibilità, per controlli a sorpresa, a tutte le ore e per 365 giorni all’anno e utilizza per tutti i ciclisti di alto livello sofisticate tecniche di profilazione ematica e ormonale, rende sempre più difficile ricorrere alle scorciatoie di cui si parla.

 Il nostro rammarico per la triste vicenda umana dell’atleta che ha avuto, come è giusto abbiano tutti coloro che hanno sbagliato, un’occasione di riscatto in una vetrina importante come il Giro dello scorso anno e l’ha clamorosamente gettata al vento, rovinando definitivamente la sua carriera e il suo futuro,  si accompagna alla rabbia dei tanti atleti che si sentono  infangati e diffamati da quelle parole  insensate e fuori luogo, frutto di disperazione e rancore per un mondo che gli ha dato tanto, ma che ha saputo escluderlo quando ha scoperto il suo gioco sleale.