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Spazio redazionale

ROBERTO CIAMBETTI: VALORI FORTI E QUALITA’ ALTA, IL FUTURO DEL CICLISMO E’ ADESSO

Pietro Illarietti

09/06/2025

il Vicepresidente Vicario di Lega è un pedalatore accanito e crede nel futuro del ciclismo

VICENZA: Roberto Ciambetti è Vicepresidente Vicario della Lega del Ciclismo Professionistico. Nella vita istituzionale è Presidente del Consiglio Regionale del Veneto.

Grande appassionato di ciclismo, è solito pedalare sulle strade della sua regione (percorre circa 6.000 km l’anno in sella), e ama seguire da vicino le grandi classiche del Nord Europa, che considera un patrimonio unico del ciclismo mondiale.

Oggi approfittiamo dell’occasione per conoscere meglio il suo impegno all’interno della Lega Ciclismo, dove contribuisce con passione, visione politica e profonda conoscenza del territorio veneto, culla di tante eccellenze ciclistiche italiane, al dibattito istituzionale.

Qual è stato il motivo principale che l’ha spinta ad accettare questo incarico all’interno della Lega del Ciclismo Professionistico?
“La presenza di tanti amici, la passione per questo sport e il desiderio di offrire il mio contributo in un ambiente che seguo da sempre con entusiasmo. L’idea di affiancare professionisti e campioni mi ha stimolato molto. Il mio obiettivo è riuscire a trasmettere ai più giovani l’essenza del ciclismo, uno sport che insegna la fatica e veicola valori fondamentali.”

Quali crede siano le principali sfide da affrontare oggi per far crescere il ciclismo professionistico italiano?
“A livello organizzativo abbiamo gare storiche e brand importanti che meritano di essere valorizzati. È necessario innalzare la qualità complessiva del calendario italiano, rendendolo più attrattivo per squadre e grandi campioni, ma anche più coinvolgente per il pubblico. Guardo con grande interesse anche al ciclismo femminile, che ancora non ha ricevuto la giusta attenzione: vedo però sempre più donne in bicicletta e credo sia un segnale molto positivo.”

Quanto è importante, secondo lei, il lavoro di squadra all’interno del Consiglio della Lega? E come giudica il lavoro svolto dal Presidente Pella fin qui?
“Nel ciclismo, come nella vita, un uomo solo al comando non va lontano. Per questo ritengo fondamentale avere un direttivo composto da persone competenti, con esperienze e specializzazioni diverse ma complementari. Il lavoro di squadra ci ha permesso di affrontare temi complessi. Il Presidente Pella è energia pura: ha saputo dare una scossa positiva alla Lega in un momento delicato. Il riscontro sul territorio è molto buono e la percezione del nostro lavoro è nettamente migliorata, anche grazie a una valorizzazione istituzionale mai vista prima.”

C’è un progetto o un’area specifica su cui si sente particolarmente motivato a lavorare?
“Mi sento particolarmente motivato a lavorare sull’innalzamento della qualità complessiva. Frequentando spesso le gare in Belgio, mi colpisce la passione che si respira in quei territori: vorrei ritrovare quello stesso entusiasmo anche in Italia. Detto ciò, ritengo che la nostra base sia buona. Vengo da una regione come il Veneto, che è un distretto importante della bike industry e dove la passione per il ciclismo è parte della cultura del territorio.”

Come immagina il ciclismo italiano tra tre anni, alla fine di questo mandato?
“Lo immagino sicuramente migliorato. Mi piacerebbe vedere una squadra italiana nel World Tour e un calendario arricchito da gare in grado di riportare in vita gli antichi fasti del nostro ciclismo, sempre con un occhio alla qualità. E ovviamente spero nell’ascesa di nuovi campioni italiani: il Giro ha mostrato segnali incoraggianti, ora attendiamo conferme.”

Un messaggio o un augurio che vuole condividere con i colleghi consiglieri e con tutti gli appassionati di ciclismo.
“Dobbiamo fare in modo che il lavoro svolto in Lega possa essere d’esempio per milioni di cittadini. La bicicletta non è solo sport, ma anche salute, ambiente, mobilità sostenibile. Che sia per andare al lavoro, per svago o per piccoli spostamenti, pedalare fa bene. Andare in bici è cool.”

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