PEDERSEN BATTE VDP ALLA GENT WEVELGEM

Un messaggio deciso ai rivali, un’iniezione di fiducia per i prossimi due fine settimana e, naturalmente, un’altra vittoria di grande prestigio. Mads Pedersen impallina la Gand-Wevelgem 2024, conquistando la prestigiosa Classica belga per la seconda volta in carriera dopo il trionfo del 2020 (edizione di ottobre nel periodo Covid).
Il corridore danese dimostra di essere il più forte lungo i 253 chilometri fiamminghi, superando persino il campione del mondo Mathieu van der Poel, messo alla prova sui duri tratti finali della gara e superato nel duello finale in una volata quasi scontata. Pedersen elogia anche la grande giornata di squadra della sua Lidl Trek, eccezionale nel rispondere all’attacco a lungo termine di VDP e brillante nel tentativo di isolare il rivale. Il gruppo arriva con un ritardo di 16 secondi e Jordi Meeus (BORA – hansgrohe) conquista il terzo posto davanti a Jasper Philipsen e a un Jonathan Milan molto presente. Ottima prestazione anche per Matteo Trentin, che chiude la top 10.
IL RACCONTO Mentre centinaia di chilometri più a sud Pogacar domina sulle strade catalane, in Belgio si svolge l’86ª edizione della Gand-Wevelgem. La prima parte della corsa non presenta difficoltà altimetriche ed è propizia per la formazione della fuga del giorno. Questa comprende otto corridori: Mathis Le Berre (Arkéa – B&B Hotels), Michael Morkov (Astana Qazaqstan Team), Dries De Bondt (Decathlon AG2R La Mondiale Team), Johan Jacobs (Movistar Team), Kelland O’Brien (Team Jayco AlUla), Hugo Houle (Israel Premier Tech), William Blume Levy (Uno-X Mobility), Cyrus Monk (Q36.5). Il loro vantaggio supera i cinque minuti. La prima scossa avviene a circa 160 chilometri dal traguardo, quando si verifica una caduta nel gruppo. Coinvolti sono Jan Tratnik (Visma-Lease a Bike), Gil Gelders (Soudal – Quick Step) e Daniel Mclay (Arkéa – B&B Hotels).
A pagarne le conseguenze è soprattutto lo sloveno, vincitore della Omloop Het Nieuwsblad poche settimane prima, costretto al ritiro. La corsa raggiunge il temuto De Moeren, dove il vento è spesso un fattore determinante. Anche questa volta non fa eccezione e il gruppo accelera, causando delle selezioni. Il distacco dalla testa si riduce notevolmente, mentre una seconda caduta coinvolge Jake Stewart (Israel–Premier Tech) e Jhonatan Narvaez (INEOS Grenadiers). Il gruppo si spezza e il primo gruppo raggiunge gli attaccanti già a 119 chilometri dal traguardo, poco prima dei tratti più impegnativi. Tra i ritardatari ci sono anche nomi importanti come Biniam Girmay, Arnaud De Lie e Matej Mohoric. Bahrain e Lotto si mettono al lavoro in testa al gruppo insieme alla Jayco AlUla, mentre il Scherpenberg (400 m al 5,2%, massimo 11,4%) segna l’inizio di una serie di nove muri previsti. Nel gruppo di testa, sono nelle prime posizioni Jonathan Milan e Matteo Trentin.
La situazione si stabilizza e mentre davanti Max Walscheid (Jayco AlUla) e Johan Jacobs (Movistar) provano un attacco, il gruppo dietro si ricompatta. La gara esplode definitivamente al primo passaggio sul Kemmelberg (Belvedère): 500 m al 9,7%, massimo 14,5%. Mathieu van der Poel accelera quando mancano 85 chilometri alla fine e si forma un gruppetto di sette uomini davanti, con oltre al campione del mondo, Mads Pedersen, Jasper Stuyven e Jonathan Milan (Lidl Trek), Tim van Dijke (Visma – Lease a Bike), Rasmus Tiller (Uno-X) e Laurence Pithie (Groupama-FDJ). La Trek tenta di sfruttare la superiorità numerica e lancia Milan all’attacco solitario. Il corridore friulano guadagna un vantaggio di trenta secondi e van der Poel è costretto a inseguire. Il corridore della Alpecin accelera su un tratto di strada sterrata e stacca van Dijke e Tiller. Poco dopo Stuyven foratura e con van der Poel restano solo Pedersen e Pithie a inseguire Milan. Il gruppo non è distante, ma la sua azione è discontinua e non riesce mai a chiudere completamente il gap.
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