Indietro
Ciclismo

ORISTANO LA CITTA’ DELLA CARTA DE LOGU

VIRGILIO ROSSI

27/02/2026

La Sardegna racconta tante storie

La seconda tappa del Giro di Sardegna prende il via da Oristano, luogo in cui nacque la “Carta de Logu”

La carovana prende il via da una delle città simbolo dell’identità sarda, crocevia di tradizioni millenarie. La più conosciuta è sicuramente la Sartiglia, una delle più antiche e spettacolari giostre equestri del Mediterraneo, che si svolge ogni anno la domenica e il martedì di Carnevale.

Ma Oristano è anche la città in cui fu promulgata la “Carta de Logu”, uno dei primi codici di leggi scritte in Europa. Nel 1392 la Sardegna, preda degli assalti militari aragonesi e catalani, era divisa in quattro piccoli regni. In uno di questi governava una donna, Eleonora d’Arborea, definita “giudicessa”, che promulgò la Carta introducendo norme sorprendentemente moderne, alcune delle quali tutelavano anche diritti femminili.

Nel Medioevo era impensabile una visione di questo tipo, eppure Eleonora d’Arborea fu tra le prime a occuparsi concretamente di parità e giustizia sociale. Un tema di grande attualità che tocca, per certi aspetti, anche lo sport, compreso il ciclismo: una disciplina che negli ultimi anni ha raggiunto un equilibrio sempre più concreto, riconoscendo finalmente le donne come professioniste al pari degli uomini presenti oggi al Giro di Sardegna.


Dalla Costa Verde a Montevecchio nel Sulcis: la storia della Sardegna tra antichità e archeologia industriale

Il Giro di Sardegna scatta verso Carbonia in questa seconda frazione con Nicolò Garibbo in maglia di leader provvisorio. Il via viene dato alle ore 11.30: sono 157 i corridori in gara.

Lasciata Oristano, il gruppo procede lungo la Costa Verde, uno dei tratti più affascinanti dell’isola. Scatti e controscatti si susseguono, ma il gruppo non lascia spazio a fughe decisive. È la natura, invece, a prendersi la scena: panorami aperti, tratti costieri e scorci spettacolari accompagnano i corridori, chini sulle biciclette a macinare chilometri.

Lo scenario cambia nei pressi di Montevecchio. Qui paesaggio e storia si trasformano non solo per via del GPM, ma anche per le evidenti tracce dell’attività mineraria. Si attraversa il territorio di Guspini, cittadina di origine medievale dove convivono due anime: quella agricola e quella dell’archeologia industriale, immersa in una natura selvaggia.

Il passaggio ad Arbus rafforza questa suggestione. Qui le miniere sprofondavano fino a 600 metri sottoterra e, per 143 anni, si è sviluppata un’intensa attività di estrazione di piombo e zinco. Oggi quei luoghi sono diventati siti di archeologia della modernità. Il gruppo compatto li attraversa quasi a voler creare un ideale parallelismo tra il duro lavoro dei minatori e il sacrificio sportivo dei corridori.


La città simbolo del carbone accoglie l’arrivo di tappa

Il ritorno verso il mare conduce a Carbonia, città simbolo della vita mineraria non solo sarda ma nazionale, legata all’estrazione del carbone. Qui si conclude la seconda frazione del Giro di Sardegna, in un contesto urbano che unisce storia recente e orgoglio sportivo.

Carbonia, inaugurata il 18 dicembre 1938, nacque per ospitare le migliaia di uomini e donne impegnati nel lavoro in miniera, trasformandosi rapidamente in una vera e propria città. I “carboniensi” hanno applaudito a bordo strada i “girini” del Giro di Sardegna, giunti praticamente quasi compatti al traguardo.

A imporsi in volata è stato Davide Donati, vincitore di tappa, mentre Nicolò Garibbo conserva la maglia di leader della classifica generale.

In Evidenza
Scopri la Coppa Italia delle Regioni 2025

Giovedì 27 febbraio e mercoledì 2 aprile si è svolta rispettivamente nella Sala della Regina alla Camera dei deputati e a Bruxelles, presso l’Atrium del Comitato europeo delle Regioni, la Cerimonia di presentazione Coppa Italia delle Regioni 2025. Il 19 novembre, a Palazzo Rospigliosi a Roma, la Cerimonia di premiazione della Coppa Italia delle Regioni Uomini e Donne.

Scopri la Coppa Italia delle RegioniScarica la brochure