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Ciclismo

GP LAZIO TRA ACQUA SULFUREA E SPUNTI CULTURALI A NON FINIRE

VIRGILIO ROSSI

19/09/2026

VINCE GODON

Fiuggi è la fonte di rinascita del Gran Premio del Lazio, che riprende il prestigio di quello che fu il Giro del Lazio, fondato e organizzato per la prima volta nel 1933 dal quotidiano sportivo romano Il Littoriale — poi divenuto l’attuale Corriere dello Sport — e infine gestito dalle Forze Sportive Romane del patron Franco Mealli.

La città, famosa per la sua acqua, rilancia una classica di ciclismo di tutto rispetto, una sorta di spot per lo sport della regione. Se si parla di spot, l’acqua di Fiuggi ne ha avuti diversi e famosi nel corso degli anni, tra cui il celebre Carosello degli anni Sessanta e Settanta e la famosa pubblicità del 1983 con Natasha Hovey. Lei è una ragazza che fa jogging e, a un certo punto, viene fermata da una voce fuori campo che le chiede: «Cosa ti viene in mente alla parola “Fiuggi”?». Lei risponde pensando all’acqua, alle sorgenti e a immagini di benessere, oltre che a una freschezza cristallina: in pratica, lo stesso motivo che coinvolge tutti i 131 partenti del Gran Premio del Lazio.

Dall’acqua al vino il passaggio è breve: la corsa viaggia verso Piglio, centro celebre per essere considerato la patria del Cesanese del Piglio DOCG, il primo e più famoso vino rosso del Lazio a fregiarsi di questo prestigioso marchio di massima qualità.

Il tragitto prosegue con l’attraversamento di Genazzano, con la sua imponente fortezza medievale che domina il borgo. Questa divenne feudo storico della famiglia Colonna dall’XI secolo e fu anche residenza estiva di papa Martino V, Oddone Colonna, nativo proprio di questo luogo.

Il transito da Palestrina porta automaticamente a entrare in un angolo importantissimo della storia. Qui sorge il maestoso Santuario della Dea Fortuna Primigenia, uno dei massimi capolavori dell’architettura tardo-repubblicana ed ellenistica in Italia. A Palestrina domina anche Palazzo Colonna Barberini, sede del Museo Archeologico, che conserva reperti di inestimabile valore, tra cui il famoso mosaico nilotico.

La corsa giunge a Tivoli, nella parte bassa dell’area termale. Sono cinque i fuggitivi avvantaggiati, con oltre tre minuti di margine sul gruppo. Nell’aria si respira “zolfo”, perché le terme sono celebri in tutto il mondo proprio per le loro acque sulfuree e ipertermali, che sgorgano a una temperatura costante di circa 23 °C dai vicini laghi Regina e Colonnelle.

Questa è la corsa dell’acqua, fonte di vita, e attraversa anche Nepi, il cui nome stesso deriva dal termine etrusco nepa, che significa proprio “acqua”. Di questa ne chiedono tanta i corridori in gara: fa caldo, mentre il gruppo accorcia le distanze con i fuggitivi.

I corridori al comando vengono raggiunti proprio quando la gara si affaccia sul lago di Bracciano, attraversando Trevignano, famosa per la sua splendida posizione sulle sponde settentrionali del lago e per il suo pittoresco borgo medievale, insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Subito dopo, con il gruppo allungatissimo, si attraversa Bracciano, prima di arrivare sul bellissimo lungolago di Anguillara Sabazia. La cartolina è pittoresca: i corridori sono troppo concentrati nel trovare il varco giusto per affrontare la volata a ranghi compatti e non possono rendersi conto di trovarsi nel luogo che ospita il più antico insediamento neolitico di sponda dell’Europa occidentale, La Marmotta, risalente alla seconda metà del V millennio a.C., oltre a essere un celebre borgo turistico affacciato sul lago di Bracciano.

Ad Anguillara vince il francese Dorian Godon e, dopo il traguardo, ci si può dissetare definitivamente dopo così tanta fatica. Questa volta con l’acqua Claudia, fonte storica dell’omonima acqua minerale del territorio, conosciuta fin dai tempi dei Romani.

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