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Ciclismo

MARCO VELO: CON LE RADIOLINE AVREMMO VISTO UN ALTRO MONDIALE. ALL’EUROPEO PER IL RISCATTO

Alessandro Brambilla

01/10/2025

Terminato il Mondiale si va all'Europeo

Il bresciano Marco Velo, 51 anni portati di slancio, ha sempre brillato per eclettismo. Le 13 vittorie della sua bella carriera professionistica le ha ottenute prevalentemente in prove a cronometro, tuttavia si è preso belle soddisfazioni anche nelle gare in linea. Nel ciclismo attuale un Marco Velo non esiste.  Il corridore di Ciliverghe di Mazzano quando aveva la maglia della Mercatone Uno era l’ultimo del treno a lanciare il “Pirata” Marco Pantani prima dell’allungo decisivo verso grandi vette. Velo alla Fassa Bortolo e Milram si è trasformato in ultimo uomo a lanciare Alessandro Petacchi a 200 metri dalla linea d’arrivo. Ale-Jet è diventato velocista da record soprattutto per la meticolosità del lavoro di Marco Velo. Adesso Marco è passato dall’altra parte della barricata e guida le azzurre Elite, Under 23 e Juniores nei più importanti cimenti internazionali. Quelle di Kigali 2025 sono state le sue prime prove iridate da commissario tecnico dell’ Italia “rosa”. Marco si occupa delle gare in linea. 

Nella categoria Juniores ha ottenuto la medaglia d’argento con Chantal Pegolo e la quinta posizione grazie a Giada Silo. Con le Under 23 Eleonora Ciabocco è giunta al 4° posto. Grandi prestazioni dunque. Con le Elite il piatto piange: 15° posto per Elisa Longo Borghini, 18° Barbara Malcotti. “Per i Mondiali le mie azzurre si sono preparate con grande meticolosità – afferma Velo – e in gara sono state le più volitive”.

La mancanza di comunicazione ha creato problemi al ct bresciano. “Con l’uso delle radioline – ci tiene a ribadire – la fuga di Magdeleine Valleries e altre atlete comunque  brave non avrebbe preso il largo”. Naturalmente anche la scelta di tempo va premiata, quindi miss Valleries merita elogi. “Hanno criticato Elisa Longo Borghini e non so per quale motivo – continua il ct – : è stata l’unica delle campionesse a reagire in più occasioni. Non ho notato reazioni da parte di altre favorite, anche se poi Vollering è arrivata settima. Tutte le campionesse hanno atteso le mosse di Elisa, unica a scattare”.

Le Juniores hanno regalato soddisfazioni a Marco: “Ha vinto la spagnola Paula Ostiz che effettivamente al termine di una gara dura era imbattibile. Le mie azzurre sono state brave e il lavoro svolto in altura ha dato buoni frutti. Chantal Pegolo e le altre mi hanno ringraziato”. Le azzurre hanno sostenuto il collegiale in Valtellina. “Penserete che le ho obbligate ad affrontare numerosi passi alpini approfittando del fattore campo. E invece non è così. Con la collaborazione delle ragazze ho pianificato una preparazione finalizzata a dare il meglio sui colli di breve e media lunghezza: una simulazione di gara. Le ripetute in altura hanno dato buoni frutti e la mia Italia ha chiuso con due azzurre nelle prime 5 posizioni”.

La Nazionale di Velo fa rotta verso la regione dell’Ardeche, in Francia. I titoli d’Europa su strada costituiscono grande stimolo per le azzurre. Venerdì ci saranno prove in linea per Juniores e Under 23, sabato correranno Elisa Longo Borghini e le altre Elite. “Ci vuole la riscossa”.  Le gare dei Campionati d’Europa avranno chilometraggi inferiori rispetto alle prove iridate in Africa. Conterà molto la forza esplosiva. “Però le altimetrie sono impegnative”, precisa Velo. Sabato con Elisa gareggeranno Silvia Persico, Eleonora Gasparrini, Barbara Malcotti, Soraya Paladin e la neo-Campionessa d’Europa gravel Erica Magnaldi. Il territorio dell’Ardeche porta bene alle azzurre. Al Tour dell’Ardeche la cuneese Magnaldi nel 2018 ottenne il primo successo tra le Elite. E tutta la Francia in generale è terra di conquista per Gasparrini, Magnaldi e le altre. Forza azzurre !  

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