Gianni Bugno: un campione al servizio della sicurezza nel ciclismo

Due volte campione del mondo, vincitore di un Giro d’Italia e di due classiche monumento, Bugno è stato uno dei protagonisti degli anni ’90, sfidando avversari del calibro di Miguel Indurain e Marco Pantani.
Nel corso degli anni ha ricoperto ruoli di rilievo nel sindacato mondiale dei corridori, dove è stato per 2 volte presidente, sviluppando una profonda conoscenza delle problematiche del gruppo, in particolare per quanto riguarda la sicurezza in gara, un tema sempre attuale alla luce delle numerose cadute nelle corse.
“È stata creata la figura del ‘safer’, un incarico dedicato alla sicurezza che si occupa di raccogliere dati sugli incidenti e analizzarne le cause per individuare le aree di rischio” – spiega Bugno. “Ovviamente le cadute ci sono ancora, anche perché i corridori vanno sempre più forte. I materiali sono più scorrevoli e performanti, si è lavorato tanto per migliorare la sicurezza, ma la protezione assoluta non esiste. Il ciclismo è uno sport dinamico, che si svolge sulla strada, dove non abbiamo una sede dedicata. Le infrastrutture dovrebbero essere più adatte, ma servirebbe anche una manutenzione costante per evitare ostacoli come rami o detriti. E poi c’è la questione del rispetto: gli automobilisti devono avere più consapevolezza, evitando parcheggi selvaggi e soste sulle corsie ciclabili. Servono sanzioni più severe, come è stato fatto per il mancato rispetto delle strisce pedonali. Anche le ciclopedonali non sono una vera soluzione per noi ciclisti, perché la convivenza con i pedoni è difficile”.
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Giovedì 27 febbraio e mercoledì 2 aprile si è svolta rispettivamente nella Sala della Regina alla Camera dei deputati e a Bruxelles, presso l’Atrium del Comitato europeo delle Regioni, la Cerimonia di presentazione Coppa Italia delle Regioni 2025. Il 19 novembre, a Palazzo Rospigliosi a Roma, la Cerimonia di premiazione della Coppa Italia delle Regioni Uomini e Donne.
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