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Ciclismo

DAVIDE CASSANI: QUESTI I PROTAGONISTI DEL GIRO 2026

Alessandro Brambilla

05/05/2026

L'ex CT parla dei favoriti alla corsa rosa

Il romagnolo Davide Cassani è stato un eccellente corridore e, tra le sue 27 vittorie da professionista, vanta anche due tappe al Giro d’Italia: Prato (1991) e Lumezzane (1993). Ora Davide, 65 anni portati con grande slancio, segue il Giro d’Italia come opinionista per la RAI.

Il favorito numero 1 dell’edizione 109 della corsa rosa è Jonas Vingegaard; nelle ultime settimane sono però salite le quotazioni del marchigiano Giulio Pellizzari grazie alle performance al Tour of the Alps, dove il 22enne ha vinto la classifica finale e due tappe. «Se Vingegaard si esprimerà ai livelli delle sue giornate migliori — osserva Cassani — sarà difficilmente battibile: è il favorito assoluto. Pellizzari va forte, è cresciuto e al momento lo vedo da podio al Giro. Tutto può succedere: magari migliora ancora e riesce a vincere o a sfiorare il successo finale». Pellizzari corre con la Red Bull‑Bora.

Si dice che la Red Bull, con Jai Hindley pronto a fare il gregario pro‑Pellizzari, sia più forte della Visma‑Lease a Bike di Vingegaard. «Non penso — replica Cassani —: la Visma ha Sepp Kuss e Wilco Kelderman, corridori molto forti e pronti a scortare Vingegaard in montagna».

La Movistar punta su Enric Mas come scalatore di riferimento al Giro. La UAE‑Emirates non avrà Joao Almeida: i gradi da capitano passano all’inglese Adam Yates, reduce da una brillante fine di 2025 con vittorie a Coppa Agostoni e Trofeo Tessile & Moda. «Adam Yates — dice Cassani — è molto forte. La sua migliore versione la mostrò nel 2023, quando chiuse 3° al Tour de France; quell’Adam potrebbe vincere il Giro. Quello che abbiamo visto di recente, con vittorie come l’O Gran Camino, forse può puntare al podio. Ha il vantaggio di far parte della UAE, una squadra che non si limiterà a cercare vittorie di tappa: saranno molto motivati».

Tra i grandi nomi al via ci sarà anche il colombiano Egan Bernal (Tour 2019, Giro 2021), rientrato dopo l’incidente in allenamento: al Tour of the Alps è stato tra i più applauditi. «Bernal sta migliorando e siamo tutti felici per quanto ha fatto — precisa Cassani —, ma gli serve ancora tempo per tornare quello in grado di fare la differenza e vincere una grande corsa a tappe. È un grande attaccante, non ha paura di scattare e piace al pubblico. Gli auguriamo il meglio».

Sul colombiano della Bahrain‑Victorious Santiago Buitrago (vincitore al Trofeo Laigueglia): «Sicuramente partirà dalla Bulgaria con l’obiettivo di entrare nei primi 5 della generale. Al Giro ha già vinto tappe importanti; al Tour 2024 fu 10°, segno di qualità, e teoricamente è migliorato. Nella Bahrain avrà al suo fianco Damiano Caruso, che può aiutarlo in classifica; Caruso probabilmente cercherà vittorie di tappa».

Tra gli italiani, non passa inosservata la presenza di Giulio Ciccone. «Al Giro ha vinto tre belle tappe — dice Cassani —. All’inizio della stagione ha detto che non curerà la classifica generale; conoscendolo, penso che abbia messo nel mirino la tappa con arrivo al Blockhaus, vicino a casa sua. Sarà il primo arrivo in salita del Giro 2026. Penso che Ciccone, almeno fino all’Abruzzo, tenterà di stare davanti anche per indossare la maglia rosa; poi si vedrà».

Tra le realtà emergenti italiane c’è il trevigiano Alessandro Pinarello, recentemente vincitore di tappa sul Monte Trega all’O Gran Camino in Galizia. Pinarello correrà il Giro con la NSN. «Dalla Tirreno‑Adriatico in poi Alessandro va forte. Sogna di vincere una tappa al Giro e penso che ci possa riuscire».

Il Giro d’Italia 2026 prevede una sola cronometro, la Viareggio‑Massa di 42 km. Significa che Filippo Ganna dovrà esibire repertorio anche da corridore “classico”? Vincere solo la crono di Massa forse non basta, dato il suo prestigio. «Cronometro a parte, Filippo al Giro ha già vinto una tappa in linea al Sud, quindi può ripetersi. Va ricordato che appartiene a una squadra importante, la Netcompany‑Ineos, che per la classifica generale ha come capitani Thymen Arensman e Egan Bernal. Quindi, anche se non vedremo Ganna in maglia rosa — cronometro a parte — non andrà criticato: le logiche di squadra vengono prima».

Ci sono sei tappe teoricamente adatte ai velocisti: Jonathan Milan, Luca Mozzato, Giovanni Lonardi, Kaden Groves, Orluis Aular, Casper Van Uden, Dylan Groenewegen, Paul Magnier, Pascal Ackermann e Arnaud De Lie sono pronti a lanciarsi nelle volate. Tra le tappe protagoniste anche le grandi città Napoli, Milano e Roma. «Anche i successi nei comuni più piccoli contano — puntualizza Cassani sorridendo — per risonanza e per la graduatoria a punti. L’importante è vincere, e Milan può riconquistare la maglia ciclamino della classifica a punti».

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