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Spazio redazionale

COPPA ITALIA DELLE REGIONI: SI RIPARTE DAL GIRO DELL’APPENNINO. IL RECORD DI BARONCHELLI

Alessandro Brambilla

08/06/2025

La gara ligure vede Gibi Baronchelli recordman di successi

La Coppa Italia delle Regioni e Province Autonome coordinata da Lega Ciclismo Professionistico riprenderà martedì 24 giugno col Giro dell’Appennino. Sarà una giornata intensa quella con regia organizzativa dell’Unione Ciclistica Pontedecimo: oltre all’ “Appennino” maschile, giunto all’edizione numero 86,  ci sarà per la prima volta quello riservato alle ragazze elite, ed entrambe le gare termineranno in via XX settembre, nel cuore di Genova. Il Re del Giro dell’Appennino è Gianbattista Baronchelli, bergamasco di Arzago d’Adda, che si è aggiudicato 6 edizioni consecutive. “Una corsa fatta su misura per me. Quando correvo io – sottolinea Gibi Baronchelli – l’ Appennino era considerato più duro del Giro di Lombardia o della Liegi-Bastogne-Liegi. E i miei Giri dell’Appennino erano di 254 chilometri; ora è di 200”. Baronchelli ottenne il primo successo all’Appennino l’otto maggio 1977. Aveva la maglia della Scic e nell’occasione stabilì il primato nella scalata al Passo della Bocchetta: 22’46”, rimase imbattuto per 17 anni. E’ l’edizione che più è rimasta nel cuore al corridore nato a Ceresara, nella pianura mantovana, il 6 settembre 1953. Prima di Tista Baronchelli avevano stabilito il record di scalata alla mitica Bocchetta corridori dello spessore di Fausto Coppi, Gianni Motta e Giovanni Battaglin. “Andavo fortissimo quel giorno”, afferma Baronchelli, che arrivò al traguardo di Pontedecimo con 1’56” su Mario Beccia, 3° Miro Panizza, 4° Alfio Vandi. Effettivamente Baronchelli in quel periodo aveva una marcia in più: il 10 maggio ’77 iniziò la difficile corsa elvetica “Giro di Romandia” in cui ottenne la vittoria nel tappone di Le Locle e nella classifica finale. 

Nel ’78 la squadra di Baronchelli era denominata Scic – Bottecchia, e Beppe Saronni era suo compagno di squadra. Gibi scollinò la Bocchetta in testa alla corsa, insieme a Vandi della Magniflex. Il ds della Scic – Bottecchia, Carletto Chiappano, affiancò Baronchelli con l’ammiraglia: “Dietro  -disse Chiappano a Gibi- c’è Beppe Saronni  che insegue. Aspettalo: dico io a Saronni di farti vincere la volata”. Baronchelli smise di fare l’andatura e Saronni agganciò il tandem di testa. A Pontedecimo, nello sprint decisivo, Baronchelli si avvantaggiò e Saronni cadde mentre teneva a bada l’avversario Vandi.  Baronchelli vinse, 2° Vandi e 3° a 55” Saronni con qualche escoriazione. “E’ stata l’unica volta nelle mia carriera in cui vidi Saronni cadere in volata”, fa notare Baronchelli. “Beppe ha vinto fior di volate di gruppo senza mai cadere”. 

Tista Baronchelli all’Appennino 1979 apparteneva alla Magniflex-Famcucine. Si contesero la vittoria allo sprint i 2 battistrada Baronchelli e Beccia. Il bergamasco ebbe facilmente la meglio. Maro Beccia diventò la vittima preferita di Gibi all’Appennino. In quello del 1980, con Baronchelli alla prima stagione in maglia Bianchi-Piaggio, si contesero la vittoria 8 battistrada. In fuga con Tista c’erano anche Alessandro Pozzi ed Ennio Vanotti. Baronchelli dominò lo sprint a Pontedecimo con appunto Beccia 2°, al 3° posto Vandi, 4° Battaglin, 5° Santoni. “Il 1980 -dice Gibi – è stato l’anno più bello della mia carriera, ho vinto da marzo a ottobre. Benchè poco brillante in quel Giro dell’Appennino vinsi con un bello sprint”.    

Tista tornò a vincere la corsa della Bocchetta per distacco nel 1981, ancora da alfiere Bianchi Piaggio. All’arrivo giunse con 42” su Vandi, 3° Panizza a 1’16”. Tista era della Bianchi anche nel 1982. “Puntavo alla sesta vittoria consecutiva all’Appennino: missione compiuta col cuore in gola. Effettivamente nel 1982 ho rischiato di perderlo. Nello sprint decisivo il mio avversario era Franco Chioccioli, finisseur bravo in volata. Fino a 30 metri dall’arrivo Chioccioli era nettamente in testa. In pochi metri ho fatto esplodere rabbia e potenza che mi erano rimaste nelle gambe”. In una frazione di secondo dal cuore di Tista partì una voce: “L’Appennino è la tua corsa: devi vincerlo per la sesta volta”. E Tista a 10 metri dall’arrivo riuscì a superare Chioccioli, migliorando un record che difficilmente gli verrà strappato: “Sono orgoglioso di essere il primatista di una gara come il Giro dell’Appennino, con un albo d’oro che comprende Coppi, Moser, Bugno, Gimondi, Motta, Gimondi, Dancelli, Alfredo Martini e tanti altri campioni”. 

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