BEPPE SARONNI: MI RIMETTO IN GIOCO PER IL BENE DEL CICLISMO
L'esperienza di Giuseppe Saronni al servizio dei progetti per giovani, squadre e organizzatori


MILANO: Giuseppe Saronni è sempre un punto di riferimento nel mondo delle 2 ruote. Oggi ricopre il ruolo di Vicepresidente designato da FCI di Lega Professionisti. Corridore dal 1977 al 1990, recordman di vittorie, nel suo palmarès vanta due Giri d’Italia, una Milano-Sanremo, un Giro di Lombardia, una Freccia Vallone e un campionato del mondo su strada, solo per citarne alcuni.
Approfittiamo della sua esperienza e delle sue osservazioni mai banali, per fargli alcune domande per il sito di Lega Ciclismo.
Qual è stato il motivo principale che l’ha spinta ad accettare questo incarico all’interno della Lega del Ciclismo Professionistico?
Sicuramente per dare una mano al movimento da cui ho avuto tante soddisfazioni. Da tempo sentivo di poter ridare qualcosa al nostro mondo in qualche modo. Non sapevo come, poi è capitata questa opportunità di entrare in Lega come vicepresidente e l’ho colta al volo perché il bene del ciclismo mi sta a cuore. Lo faccio volentieri, basandomi sulle mie esperienze da atleta e manager di team.
Quali crede siano le principali sfide da affrontare oggi per far crescere il ciclismo professionistico italiano?
Le sfide non mancano. Ci sono eccome tante situazioni su cui si deve lavorare. Parlando dal mio punto di vista, quello sportivo, andiamo dagli atleti più giovani, su cui costruire un futuro, passando per le squadre. Gli argomenti sono molti perché abbiamo diverse situazioni da regolare. In primis la sicurezza in corsa e sulla strada.
Quanto è importante, secondo lei, il lavoro di squadra all’interno del Consiglio della Lega? E come giudica il lavoro svolto dal Presidente Pella sin qui?
Sono felice che ci sia un presidente che abbia questa passione e che voglia affrontare problemi e argomenti da portare avanti. Nel suo mondo è riconosciuto, quello istituzionale, ha dimostrato di essere capace. Io lo definisco il Pogacar del movimento. Sempre avanti e in fuga, ha sempre modo di sorprenderti.
C’è un progetto o un’area specifica su cui si sente particolarmente motivato a lavorare?
Ammetto che tanti degli argomenti affrontati sin qui non erano quelli su cui ero più ferrato. Sicuramente, ora ci saranno situazioni e progetti di lavoro più sul campo, o forse dovrei dire sulla strada, in cui posso essere più utile alla causa. Ad esempio quando si parla di atleti, squadre e organizzatori. È stata posta in essere una base istituzionale importante. Ora resteremo più sul tecnico.
Come immagina il ciclismo italiano tra 3 anni, alla fine di questo mandato?
Intanto che ci siano dei miglioramenti, ma la strada percorsa va in questa direzione. Non tutto può essere risolto, ma su tanti argomenti possiamo fare passi avanti. Sicuramente avremo un ciclismo più in salute di come lo abbiamo trovato.
Un messaggio o un augurio che vuole condividere con i colleghi consiglieri e con tutti gli appassionati di ciclismo.
In Lega c’è un gruppo di lavoro qualificato, competente e unito, e che ha voglia di fare per il bene del ciclismo. A me questo basta.
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