L’invito della LCP a una profonda riflessione sulla sicurezza stradale dopo la scomparsa di Rebellin

Resta difficile commentare la tragedia che qualche giorno fa ha colpito il mondo del ciclismo e dello sport tutto. La scomparsa di Davide Rebellin, vittima di un incidente stradale durante una sessione di allenamento, ha unito appassionati e addetti ai lavori nel cordoglio.

Rebellin nel corso della sua carriera ha tenuto alto il nome del ciclismo italiano, toccando picchi memorabili: il fantastico 2004 colmo di successi nella Amstel Gold Race, nella FrecciaVallone (poi conquistata altre due volte) e nella Liegi-Bastogne-Liegi. E in Maglia azzurra, con la vittoria del titolo iridato da junior nella 70 km, nel 1989. Per anni è stato il n. 1 del ciclismo italiano pur senza una vittoria al Mondiale. 70 vittorie tra i professionisti, 6 giorni in maglia rosa, l’argento ai Mondiali su strada di Stoccarda e l’Oro ai Giochi del Mediterraneo di Atene nel 1991 chiudono il palmares di un’atleta che ci auguriamo possa ispirare nuove generazioni di ciclisti che verranno.

Come Lega del Ciclismo Professionistico, ci uniamo nel dolore della famiglia e dei cari di Davide, invitando ad una profonda riflessione su un tema a noi caro e che deve diventare sempre di più una priorità: la sicurezza stradale. Che si tratti di un ex atleta del calibro di Davide, o di un qualsiasi praticante, dobbiamo agire, come privati cittadini e come istituzioni sportive e politiche, al fine di tutelare ogni mezzo di trasporto, su qualsiasi tratto stradale.

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