“Caro Michele”: il libro che ricorda Scarponi

#CaroMichele ti scrivo. È quello che hanno fatto 58 amici tra corridori, direttori sportivi, giornalisti, scrittori, musicisti, suiveur, guidati dalla regia di Marco Pastonesi, in ricordo di Michele Scarponi, il marchigiano scomparso il 22 aprile 2017 in un incidente stradale a Filottrano (Ancona), sulle sue strade. Michele, grande campione del ciclismo, famoso per aver creduto tanto nello sport e nei suoi valori, mettendoci tutta la sua forza e il suo cuore, fino ad arrivare a vincere il Giro d’Italia nel 2011. Tanti i ricordi pubblicati in “Caro Michele”, libro che raccoglie pensieri e riflessioni di quanti lo conobbero: a partire dalle parole di Alessandra De Stefano, Nicola Savino, Davide Cassani, Mario Cipollini, Vincenzo Nibali, Beppe Martinelli, Marino Bartoletti, Daniele Bennati, Gianni Savio, Enzo Vicennati, Gilberto Simoni, Luca Panichi, Adriano Malori, Dario Cataldo, Augusto Stagi, Paolo Viberti, Luis Angel Maté Mardones, Giorgio Viberti, Giulia De Maio, Bidon e tanti altri ancora.

Nasce da questi ricordi il primo libro su Michele Scarponi, che vede ogni pagina carica di emozioni e ricordi, sorrisi e aneddoti. È la testimonianza che Michele è ancora vivo in noi e che ha segnato la storia e la vita di molti che lo hanno conosciuto, trasmettendo i suoi valori quali il rispetto della persona e delle regole, l’incontro, la coesione sociale, l’accoglienza soprattutto dei più fragili per creare un mondo migliore. Il libro contiene anche un inserto fotografico con immagini di Michele scattate da Roberto Bettini.

“Caro Michele” (Tuga Edizioni) non si trova nelle librerie, ma è una esclusiva della Fondazione Michele Scarponi Onlus. Per averlo è necessario iscriversi in qualità di partecipante ordinario per l’anno 2022 al link: http://www.fondazionemichelescarponi.com/iscriviti. La quota minima è di 25 euro e tutte le entrate andranno a finanziare due progetti molto importanti della Fondazione, diretta dal fratello Marco: la Scuola di Ciclismo “Michele Scarponi” per educare e formare i giovani che si avvicinano a questo sport, e il progetto “La Strada è di tutti, a partire dal più fragile”, per insegnare l’educazione alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile per gli studenti.

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