Giro della Toscana e Coppa Sabatini: rivivi le emozioni con Pmg Sport

La Ciclismo Cup 2020 ha già mandato in archivio 11 prove stagionali in attesa di vivere il rush finale con il Giro dell’Appennino e il Giro di Sardegna, che a novembre farà calare il sipario su quest’annata. Nel frattempo con Pmg Sport, in streaming, c’è sempre la possibilità di rivivere le emozioni appena vissute. Con un sprint straordinario, uno di quelli che lo ha reso celebre agli appassionati di ciclismo di tutto il mondo, Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) ha vinto la 92a edizione del Giro della Toscana – Memorial Martini. Meraviglioso l’ultimo chilometro del colombiano, nascosto in mezzo al gruppo fino a quel momento per poi bruciare tutti sul traguardo di Pontedera, dopo 180 chilometri. Dietro di lui, staccati di una bici intera, l’australiano Robert Stannard (Mitchelton Scott) e il britannico Ethan Heyter (INEOS), bravi a regolare il resto degli avversari ma impotenti di fronte all’azione di Gaviria.

Lo aveva detto nei giorni scorsi, dopo le delusioni della Tirreno Adriatico: “Al Giro della Toscana voglio rifarmi” e così è stato. Gara tutto sommato regolare rispetto alle previsioni con una prima fuga di una decina di ciclisti, ripresi dal gruppo a otto di chilometri dalla fine. In vista di Pontedera, qualcuno ha provato ad attaccare senza successo. Allo sprint Gaviria è stato più potente, più furbo e più veloce di tutti.

Un treno giallo e nero, marchiato Mitchelton-Scott, sfreccia per le strade di Peccioli e giunge per primo al traguardo con la locomotiva Dion Smith. La 68a Coppa Sabatini è del ciclista neozelandese, che finalizza alla grandissima il lavoro eccezionale della sua squadra e, in volata, conquista il primo successo tra i professionisti. “Devo ringraziare i miei compagni, hanno condotto in maniera impressionante. L’unica cosa che abbia dovuto fare è stata partire a 200 metri dal traguardo e, per fortuna, ho avuto la gamba per farlo”, ha commentato Smith, emozionatissimo. Secondo e primo dei battuti è Andrea Pasqualon, che la Sabatini l’aveva vinta nel 2017, ma poco c’era da fare contro la volata prepotente del neozelandese. Solo 18° è Giovanni Visconti, molto attivo nel finale di gara, addirittura 35° Gianni Moscon, che era il favorito tra gli italiani.

Nonostante il due picchi inseriti nel primo circuito, percorso sette volte, e la salita del secondo anello, percorsa cinque volte, il tracciato non ha fatto selezione e il gruppo è arrivato compatto sulla rampa conclusiva. A trainarlo, dai 3 km all’arrivo, si è messa proprio la Mitchelton-Scott, che ha preparato il terreno per la volata di Smith. Una volta esaurito il proprio compito di “lepre”, l’uomo al comando del treno giallo e nero si staccava e lasciava spazio all’azione del compagno di squadra successivo, fino agli ultimissimi metri, in cui Michael Albasini, che fin lì aveva condotto il gruppo a velocità folli, sembrava aver ceduto. Con tenacia e ferocia e dando fondo alle energie residue, però, lo svizzero si è riportato in testa e ha messo Smith nella miglior posizione possibile per lo sprint. Lo scatto del neozelandese, lanciatissimo, è stato irresistibile. Pasqualon ha provato a trovare un varco per passare, ma Smith era semplicemente troppo veloce per essere raggiunto.

Ora tutte le attenzioni si spostano sul Giro dell’Appennino, in programma sabato 19 settembre: c’è il fantasma di uno Squalo che gira tra la Toscana e la Liguria in questi giorni, pronto a fiondarsi sulla preda più ambita. Dopo due gare in cui era dato come partente certo (Giro della Toscana e Coppa Sabatini), Vincenzo Nibali è davvero pronto a tornare in sella per il Giro dell’Appennino, classica del calendario italiano che sarà propedeutica per il Mondiale di Imola e per il Giro d’Italia, dove il siciliano vuole essere protagonista (dalle 17:00 di sabato 19 su PMGSport). Le prestazioni poco convincenti della Tirreno Adriatico con la sua Trek Segafredo, hanno fatto spazio alla voglia di affrontare il mese più importante della pazza stagione del coronavirus.

Prima di lanciarsi a caccia della maglia rosa, lo Squalo dello Stretto affronterà due gare con la Nazionale. Al Giro dell’Appennino sarà accompagnato da Jacopo Mosca, Gianluca Brambilla e da suo fratello Antonio, tutti compagni in Trek, mentre per il Mondiale il commissario tecnico della Nazionale, Davide Cassani, ha ancora tempo per scremare i 30 preconvocati. Gli altri nomi da tenere d’occhio per il Giro dell’Appennino sono Gianni Moscon (INEOS), Joe Dombrowski (UAE Team Emirates) e più in generale gli uomini di punta delle sei squadre World Tour presenti al via di Pasturana.

Percorso molto impegnativo di 191 chilometri con 3000 metri di dislivello e sei Gran Premi della Montagna. Il primo tratto sarà in piano mentre nel secondo toccherà agli scalatori darsi battaglia con il Passo della Bocchetta a fare da spartiacque in una gara in cui sarà fondamentale anche la tecnica in discesa, punto di forza di Nibali, prima dell’arrivo a Genova.

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