Via Francigena: nascono gli itinerari ciclabili

Partirà oggi, sabato 23 marzo a Lucca, alla Casa del Boia, un ciclo di inaugurazioni dell’itinerario ciclabile della Via Francigena toscana che da Pontremoli (Massa Carrara) arriva a Radicofani (Siena). I Comuni “francigeni” in Toscana, spiega una nota, sono 39 e suddivisi in quattro aggregazioni: Nord (Pontremoli), Centro nord (Lucca), Centro sud (Fucecchio), e sud (Siena). Il 24 marzo l’assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo parteciperà all’inaugurazione del tratto centro-sud a Galleno, frazione del comune di Fucecchio (Firenze), insieme al presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e i campioni del ciclismo Andrea Tafi e Edita Pučinskaitė (già vincitrice di Campionato del Mondo, Giro d’Italia e Tour de France). Lungo i cinquanta chilometri dell’antico tracciato dei pellegrini nel tratto da Galleno (Fucecchio) a Gambassi Terme, verranno toccati una buona parte dei comuni dell’aggregazione Centro sud.

Il 30 aprile sarà la volta dell’inaugurazione del tracciato nord ad Aulla (Massa Carrara). Quella del tratto sud, a Siena, è ancora in corso di definizione. «Sulla Francigena la Toscana ha creduto e investito per prima rispetto ad altre regioni – spiega l’assessore Ciuoffo -, strutturando un sistema di valorizzazione e riscoperta dei Cammini e del turismo sostenibile che si integra con la bellezza del nostro paesaggio alla riscoperta delle facce meno conosciute del nostro territorio. Per il percorso ciclabile la Regione ha messo a disposizione 345mila, che si integra con i percorsi a piedi e a cavallo». «Questa inaugurazione è un risultato – aggiunge il sindaco di Fucecchio Alessio Spinelli – che vogliamo condividere con tutti i cittadini e in particolare con gli appassionati delle due ruote che domenica prossima potranno percorrere il cammino dei pellegrini pedalando da Galleno a Gambassi Terme».

LA STORIA. Correva l’anno 990 quando Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, si recò a Roma per ricevere il Palliumarcivescovile dalle mani del Papa. Sulla via del ritorno, Sigerico annotò tutte le soste, da lui chiamate submansiones, in un diario di viaggio, importantissima testimonianza storica che ci permette di ricostruire quello che era il percorso di pellegrinaggio probabilmente più battuto attorno all’anno Mille. Ma la storia della Francigena va oltre la testimonianza di Sigerico e ci porta ancora più indietro nel tempo. L’origine del percorso risale ai Longobardi, che già nel secolo VI valicavano Monte Bardone fra Berceto e Pontremoli, in corrispondenza dell’attuale passo della Cisa, tracciando un percorso sicuro per raggiungere l’antico scalo marittimo di Luni e la Tuscia, lontano dagli itinerari controllati dai Bizantini, loro nemici irriducibili. Con i Franchi e i Carolingi la strada divenne via di grande comunicazione che, raggiungendo Lucca, si dirigeva verso Altopascio, oltrepassava l’Arno, e percorreva tutta la Val d’Elsa, sino a Siena. Da qui, seguendo la Cassia, attraversava le valli dell’Arbia e dell’Orcia per raggiungere Roma. La Via Francigena si snodava lungo i principali centri abitati del tempo, collegando i luoghi sacri del mondo cristiano. Negli anni, monumenti e tesori d’arte arricchirono i principali centri del percorso, come la splendida cattedrale di Lucca, l’Ospedale di Santa Maria della Scala a Siena e le preziose reliquie custodite nelle chiese. La via mise in comunicazione l’area mediterranea con quella del Mar del Nord e divenne ben presto un’arteria transitata da uomini e merci, contribuendo così al rifiorire del grande commercio europeo.

Percorrendo il tratto toscano della Via Francigena col ritmo lento del viandante, si segue un itinerario ricco di storia e di tradizioni. Dal Passo della Cisa a Pontremoli, lungo una mulattiera tra boschi e Medioevo fino alla splendida Pieve di Sorano a Filattiera e poi da Aulla fino alla vista del mare. Si prosegue attraversando borghi fortificati fino Massa e Pietrasanta, in Versilia, al lato del crinale delle Alpi Apuane e si giunge a Lucca. Un viaggio che facilita il contatto con la natura e con le persone. Ci si ferma per meditare, per scoprire, per capire l’arte, la storia, la cultura, la natura, la religiosità dei luoghi. Proseguendo lungo le valli della Toscana centrale, tra Altopascio e Fucecchio, si attraversa l’Arno e si giunge nell’antica San Miniato. Lungo i suggestivi crinali collinari della val d’Elsa, in un continuo saliscendi fra colline ricoperte di vigneti, oliveti e campi coltivati e alla medievale San Gimignano. Attraversato il centro di Siena, lungo le strade bianche della Val d’Arbia si attraversa Buonconvento e si giunge nella Val d’Orcia, fino al borgo medievale fortificato di San Quirico d’Orcia. La Via Francigena lascia poi la Toscana e si immette nel Lazio poco dopo essersi lasciati alle spalle la cittadina di Radicofani.

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