La Tirreno-Adriatico nel ricordo di Scarponi

Il 18 marzo prossimo, da Matelica (Macerata) a Jesi (Ancona), i 195 km della penultima tappa della 54/a Tirreno-Adriatico attraverseranno le terre del Verdicchio nel ricordo di Michele Scarponi, il campione marchigiano morto tragicamente nel 2017 mentre si allenava sulle strade di casa. A dieci anni dalla vittoria dell’Aquila di Filottrano nella corsa dei Due Mari, la tappa «Wine Stage» percorrerà le strade del vino e si concluderà in tre giri ad anello a Jesi, la città dove Scarponi esordì nel ciclismo con la Pieralisi.

Lo ha ricordato, ieri sera al Teatro Pergolesi di Jesi, il fratello Marco, presidente del comitato di tappa e della Fondazione che nel nome di Michele promuove oggi progetti sulla sicurezza stradale. Una serata di emozioni e ricordi, presentata dal giornalista sportivo Marino Bartoletti, insieme ai ct azzurri di calcio e ciclismo Roberto Mancini e Davide Cassani, e ai campioni del passato, tra loro il marchigiano Giancarlo Polidori e Orlando Maini che nel 1985 vinse a Jesi una tappa del Giro d’Italia, l’ultimo grande evento ciclistico ospitato in città.

«Portando in giro per l’Italia i progetti della Fondazione – ha detto Marco Scarponi – vediamo nascere tanti nidi dell’Aquila: Gesturi in Sardegna, Canossa, il Colle dell’Agnello nel Cuneese, Filottrano e Castelletta nelle Marche. Il 18 marzo anche Jesi diventerà un nido, un luogo pieno d’amore». «L’arrivo sarà a pochi metri dall’ospedale dove Michele è nato e dalla scuola, l’Itis Marconi, che aveva frequentato – ha aggiunto Marco Scarponi -. Proprio nel 1997, quando Michele lasciò la Pieralisi con cui aveva vinto un titolo italiano juniores, l’ultima squadra ciclistica jesina ha cessato l’attività. Questo arrivo della Tirreno Adriatico potrà essere qui un nuovo inizio per il ciclismo». «Ci sono sportivi che non moriranno mai, uomini e campioni come Davide Astori e Michele Scarponi hanno lasciato un esempio di civiltà e umiltà – ha ricordato Davide Cassani -. La Tirreno Adriatico è una della corse con il più alto numero di campioni in gara, vengono per vincere e non solo per prepararsi alla Milano-Sanremo. Mi auguro italiani protagonisti e vincenti per questa e le prossime gare, in una stagione che condurrà ai Mondiali nello Yorkshire».

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