Ciclismo Cup: la Bardiani cerca l’assalto al primato

L’attesa è quasi finita. Da mercoledì 20, con l’inizio della debuttante Adriatica Ionica Race, si tornerà a competere per punti e piazzamenti preziosi valevoli per la Ciclismo Cup 2018. L’esito finale è ancora incerto e gli appuntamenti da qui alla fine di certo non mancano. Dopo le prime cinque prove stagionali, tra le Professional italiane, al secondo posto c’è la Bardiani-Csf, capace di risalire la graduatoria grazie alle ottime prestazioni messe a segno soprattutto al Tour of the Alps e al Giro dell’Appennino, dove s’impose in una volata ristretta il promettente Giulio Ciccone. Adesso il Green Team dista appena 40 punti dall’Androni (266 p. contro 226 p.), la squadra del Team Manager e D.S. Roberto Reverberi vuole provare a insidiare i campioni in carica, come emerge da quest’intervista rilasciata al portale della Lega del Ciclismo Professionistico.

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Iniziamo con un passo indietro, dal Giro d’Italia. Com’è il bilancio della corsa rosa in casa Bardiani?

“Ci è mancata la ciliegina sulla torta, ossia la maglia azzurra di Ciccone, che purtroppo nella tappa di Cervinia non è riuscito a vincere il secondo Gran Premio della Montagna, altrimenti l’avremmo portata a casa. Quel giorno è arrivato quarto, era reduce da tappe in cui aveva speso tanto e di più non potevamo chiedergli. Nel complesso il bilancio è positivo, abbiamo avuto visibilità pur tenendo conto che di fughe al traguardo ne sono arrivate due in tutto il Giro. In generale c’era pochissimo spazio per far risultato partendo da lontano e mettendosi in mostra”.

Ora quali sono gli obiettivi in vista dell’Adriatica Ionica Race?

“La cronosquadre all’inizio è abbastanza lunga e ci penalizza sicuramente perché non abbiamo cronoman puri. E’ molto interessante l’arrivo sul Giau, alla terza tappa, dove punteremo ancora su Ciccone, che rientra tra quei corridori a cui abbiamo chiesto uno sforzo supplementare dopo il Giro proprio per tirare dritto fino all’appuntamento con i Campionati Italiani del 30 giugno. Sono gare importanti per la classifica della Ciclismo Cup, non vogliamo perdere colpi e poi a settembre, per il rush finale, vorremmo dire la nostra insidiando il primato dell’Androni”.

Come le sembra il percorso che assegnerà la nuova maglia tricolore?

“Si torna a Darfo Boario, ma sarà più impegnativo rispetto a quando vinse Nizzolo due anni fa. Si farà più salita e questo gioca a nostro favore. Siamo fiduciosi, anche per testare giovani promettenti del calibro di Orsini e Savini, che stanno facendo un ottimo lavoro. Per il nostro futuro invece la scommessa si chiama Luca Covili, che dall’anno prossimo sarà nel nostro gruppo”. 

E’ soddisfatto di questa prima metà di stagione?

“Se l’anno scorso fu un’annata davvero da dimenticare, quest’anno abbiamo ottenuto risultati importanti e siamo arrivati al Giro con 7 vittorie complessive. Il nostro corridore principale, Ciccone, ha superato i problemi di un anno fa e ora la squadra ruota attorno a lui, è disposta a dare tutto in ogni occasione. Di certo puntiamo alla classifica a squadre della Ciclismo Cup anche se devo ammettere che i criteri d’assegnazione dei punti di ogni prova non mi convince. Premiare la logica dei piazzamenti secondo me non è adatto per le gare dei professionisti, dove gran parte delle dinamiche ruotano attorno ai rispettivi capitani e non è bello vedere questi ragazzi fare una volata per il quarantesimo posto oppure chiedere a un corridore di piazzarsi dopo che ha tirato tutto il giorno. Far lavorare la squadra per la vittoria del singolo, e poi riuscire a classificarsi sul traguardo il meglio possibile con gli altri due, non è semplice, rischi di restare a mani vuote e per questo motivo la vittoria finale di ogni prova andrebbe premiata molto di più. Nel ciclismo dietro al successo del singolo c’è comunque un lavoro di squadra”.

Come si batte l’Androni di Gianni Savio?

“Sicuramente si può battere, nonostante sia un gruppo forte con ragazzi interessanti. Sono attentissimi alla classifica della Ciclismo Cup, curano ogni dettaglio, ma anche la Bardiani non vuole essere da meno e da qui in avanti sarà una lotta alla pari. Specialmente da settembre in poi con tanti punti in palio sapremo dire la nostra”. 

Giulio Ciccone è pronto al grande salto?

“Ha grandissime potenzialità, ma direi che è ancora presto per mandarlo in una big del circuito World Tour e farlo competere per i grandi giri di tre settimane. Secondo me entro tre anni può diventare un protagonista importante a quel livello, ha bisogno di tempo pur essendo l’unico italiano che nel breve può piazzarsi davvero tra i grandi di questo sport nelle corse principali. Ovviamente migliorando ancora a cronometro, ma senza mettergli troppa pressione perché in fondo a dicembre farà solo 24 anni. Il suo futuro è ancora da decidere, ha avuto delle richieste, ma una decisione la prenderemo più avanti”.

Intervista di Giorgio Coluccia - Lega Ciclismo Professionistico

 

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