Lega del Ciclismo Professionistico

Il ricordo di Nerino Ioppi

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Milano, 4 settembre 2015  Riesce difficile il ricordo di un amico, grande amico, del ciclismo che con la moglie, la signora Lina, ha scandito e, sovente, determinato la storia del Giro del Trentino fin dalla sua prima edizione, nel lontano 1962. E la sua passione per il ciclismo la esprimeva con le doti e le qualità che hanno caratterizzato e distinto la sua persona e la sua personalità: naturale senso dell’amicizia verso tutti, misura, discrezione, innata gentilezza d’animo, defilata operosità, grande disponibilità – di tempo e di mezzi – per il “Giro”, perché per i soci e i collaboratori del G.S. Alto Garda il “Giro” – tout-court – era e rimarrà sempre il loro Giro del Trentino. Ricercava sempre ciò che unisce e non ciò che divide. Scrivendo questo siamo certi di non intingere la penna nella retorica di circostanza ma rappresentare una realtà, un dato di fatto, ben presente a coloro i quali l’hanno conosciuto.

Aveva ottantadue anni, giovanilmente portati, prima che una rapida malattia lo sottraesse, ieri, 3 settembre, in pochissimi mesi, alla famiglia e agli amici.

IoppiEra stato a fianco di “patron” Guido Amistadi, scomparso nel 2011,  ma casa Ioppi, nel rione Caneve di Arco, è stato sempre il quartier generale del G.S. Alto Garda. Casa, lavoro (l’officina meccanica Oma da lui creata) sono sempre stati una sorta di “centro di gravità permanente” del Giro del Trentino dove, soprattutto in prossimità dell’evento, confluivano i molteplici materiali e mezzi di differenti generi necessari all’organizzazione di una gara e si ritrovavano i collaboratori con il coinvolgimento in prima persona della moglie Lina e pure dei figli Laura, Flaviano e Claudio. Nerino coordinava il lavoro, non si può dire comandava dato che il verbo non era collegabile con il suo modo d’essere, ma interpretava vari ruoli e funzioni sia manualmente, sia con la sua acclarata e pregiata qualità d’esempio e capacità di mediazione, sotto traccia, per moderare e stemperare qualche inevitabile frizione o diversità d’opinione fra i volontari che costituiscono il nerbo amichevole e il tessuto connettivo che sono alla base del G.S. Alto Garda.

Non amava la ribalta, la loquacità non era il suo forte ma il suo impegno, la sua passione, la sua saggezza e la coltura-cultura dell’amicizia erano un valore aggiunto, di grande pregio, dell’organizzazione del Giro del Trentino che aveva in lui, anche nella nuova configurazione di “Giro del Trentino-Trofeo Melinda” con il ricordo di Marco Brentari, una sorta di suo “alter ego” di valore anche se di differente approccio per il Melinda, mancheranno a tutti. In questi termini si è espresso Giacomo Santini, il presidente del G.S. Alto Garda, che nel tempo è stato testimone-attore della crescita e dell’affermazione del “Giro”, del particolare “clima”, e non solo atmosferico, che sempre si percepisce e quasi si respira, a pieni polmoni, in primavera, nello splendido Trentino con la sua cordialissima gente. Usiamo il tempo al presente certi che anche il futuro sarà nel solco del passato e del presente.

La dirigenza della Lega Ciclismo Professionistico, la struttura operativa, le Commissioni,  il servizio di Radio Informazioni e collaboratori vari esprimono alla signora Lina, ai figli e alla famiglia tutta, agli amici del G.S. Alto Garda le più affettuose condoglianze per il caro Nerino.

Le esequie sono previste per domani, sabato 5 settembre, ore 15, alla Collegiata di Arco.

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