TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO. IL GIRO DELLA SARDEGNA COME UN FILM
tappa che riserva sempre sorprese

‘Travolti da un insolito destino’: al Giro di Sardegna come in un film La baia delle Rocce Rosse nel porto di Arbatax accoglie i protagonisti del Giro di Sardegna. Qui vicino fu ambientata la scena finale del film cult ‘Travolti da un insolito destino’ di Lina Wertmüller (1974) con un Giancarlo Giannini nella veste dello scontroso marinaio siciliano (Gennarino Canunchio) alle prese con una ricca borghese milanese (Raffaella Pavone Lanzetti) interpretata da Mariangela Melato. Il film di quest’oggi sarà interpretato invece dai 156 corridori impegnati nella quarta tappa della gara sarda: la più impegnativa per i suoi 153 chilometri e soprattutto per i tremila metri di dislivello. Noi di Radioinformazioni annunciamo il via alle ore 11.27 e la corsa si avvia lungo il Supramonte, un antichissimo complesso montuoso che fa da contorno al massiccio più alto della Sardegna, il Gennargentu.
Orune e la Barbagia luoghi di fascino e di ispirazione per Carlo Levi Al passaggio di Urzulei sono quattro i fuggitivi ovvero Magli, Cantoni, Lorello e Balmer che affrontano il passo di Genna Silana al comando per poi lanciarsi lungo la discesa verso il mare, a Cala Gonone dove verranno ripresi. Ma prima della cronaca della corsa, ci dobbiamo immergere nella storia di queste terre affascinanti mentre viaggiamo su strade panoramiche ed intricate da fatti paradossalmente legati tra loro. La corsa ci porta all’ultimo GPM ma usciti dal centro di Orune siamo incredibilmente “rapiti” dal fascino della Barbagia. “È un paese antico e chiuso, dove permangono gli usi, le abitudini, i costumi, le tradizioni popolari più lontane, e l’intelligenza e il valore di una vita tanto più energica quanto più limitata, piena di capacità espressiva, di potenza individuale e di solitudine”.
Non sono le comunicazioni diramate da noi del Servizio di Radionformazioni, ma ciò che diceva lo scrittore Carlo Levi attraverso ‘Tutto il Miele è finito’ (1964), libro in cui esprimeva le sue impressioni proprio su Orune durante un viaggio fatto in Sardegna seguendo le tracce di David Herbert Lawrence con il suo Sea and Sardinia.
Zana conquista Nuoro la città patria del Premio Nobel Grazia Deledda Noi continuiamo a seguire la gara che nel frattempo è entrata nel proprio vivo: dai microfoni di Radioinformazioni lo speaker, nato proprio là dove Carlo Levi si era ispirato per scrivere l’altro suo libro capolavoro “Cristo si è fermato a Eboli”, annuncia che Zana ha staccato tutti i suoi avversari. L’altopiano dopo Orune è ricco di sugherete antiche che fanno da cornice “scortecciata” alla lingua d’asfalto che indirizza il fuggitivo verso il traguardo di Nuoro, città arrivo di tappa considerata l’Atene sarda. Questa è anche la città di Grazia Deledda, e nel 2026 ricorrono pure i 100 anni dal ricevimento del suo premio Nobel per la letteratura: unica donna italiana ad aver ricevuto un riconoscimento del genere. Il successo di Filippo Zana è un vero e proprio trionfo quasi da Premio Nobel e “travolto da un insolito destino”, non
proprio quello che intendeva la regista Lina Wertmüller, gli permette di indossare la maglia di nuovo leader del Giro di Sardegna.
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Giovedì 27 febbraio e mercoledì 2 aprile si è svolta rispettivamente nella Sala della Regina alla Camera dei deputati e a Bruxelles, presso l’Atrium del Comitato europeo delle Regioni, la Cerimonia di presentazione Coppa Italia delle Regioni 2025. Il 19 novembre, a Palazzo Rospigliosi a Roma, la Cerimonia di premiazione della Coppa Italia delle Regioni Uomini e Donne.
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