SETTIMANA COPPI E BARTALI, TRA BOTTECCHIA E PROSECCO
Una frazione spumeggiante
La Settimana Internazionale Coppi e Bartali si distingue quest’anno per un tracciato completamente rinnovato. La volontà di “sradicarsi” dal suo storico contesto geografico e logistico dell’Emilia-Romagna nasce dalla necessità di ricercare nuove risorse e nuove prospettive, permettendo all’organizzatore di mantenere viva e competitiva la corsa, aprendola a territori inediti e offrendo nuovi scenari agli appassionati.
Il viaggio è iniziato con la tappa da Barbaresco a Barolo, nobili terre del Piemonte dichiarate patrimonio UNESCO e regno dei grandi vini che portano nel mondo i nomi dei loro territori e vitigni: Barbaresco, Barolo e Nebbiolo, eccellenze assolute dell’enologia italiana. La corsa ha poi proseguito tra i vigneti dell’Oltrepò Pavese, tra filari di Bonarda e Barbera, per arrivare in Franciacorta, altro simbolo del vino italiano.
Oggi il cuore della gara si è spostato nelle colline del Prosecco, prima del gran finale previsto domani in Friuli, con arrivo a Gemona. Un itinerario che unisce territori diversi ma accomunati da una forte identità culturale e paesaggistica.
“Perseverai, resistetti. Soprattutto volli”
La tappa odierna, partita da Ponte di Piave e conclusa a Valdobbiadene, ha visto imporsi ancora una volta il francese Axel Laurance (Ineos), già vincitore nella frazione di Barolo. Un segnale forte da parte di un giovane corridore che sta emergendo come uno dei protagonisti della corsa dedicata a Fausto Coppi e Gino Bartali.
E proprio questi territori riportano alla memoria un’altra figura simbolo del ciclismo italiano. A pochi chilometri da Valdobbiadene, a Colle Umberto, si trova il museo dedicato a Ottavio Bottecchia, primo italiano a vincere il Tour de France nel 1924 e nel 1925. Il campione veneto, diventato un idolo anche in Francia per la sua determinazione e umiltà, è ricordato nella casa-mulino di famiglia, dove il padre lavorava come fabbro.
A lui è legata una frase diventata iconica, capace di racchiudere lo spirito più autentico del ciclismo: “Perseverai, resistetti. Soprattutto volli”.
Una vita segnata dalla fatica e da un destino tragico, con la misteriosa morte avvenuta nel 1927, che ha contribuito a consegnarlo alla leggenda. Per diventare tale, di strada Axel Laurance dovrà ancora percorrerne molta, ma i segnali visti in questa Coppi e Bartali raccontano già di un talento in piena crescita.
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Giovedì 28 gennaio si è svolta, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari alla Camera dei deputati, la Cerimonia di presentazione della Coppa Italia delle Regioni 2026.
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