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Ciclismo

PARTE LA COPPI E BARTALI NEL RICORDO DI CASTELLANO

VIRGILIO ROSSI

25/03/2026

Ex direttore del Giro

Se si parla di organizzazioni ed organizzatori, non si può non ricordare Carmine Castellano, scomparso proprio ieri alla vigilia della partenza della Settimana Internazionale Coppi e Bartali. Elo, così lo chiamavano gli amici, è stato uno dei protagonisti più influenti nella storia del ciclismo organizzativo italiano moderno. Castellano ha rappresentato un punto di svolta decisivo per il Giro d’Italia e, di conseguenza, per tutto il movimento professionistico, contribuendo a trasformare la corsa rosa in un evento globale, capace di attrarre pubblico e grandi sponsor.

Avvocato di professione, ma figura iconica per tutto il mondo delle due ruote, Castellano ha incarnato una visione moderna e strategica dello sport. Originario di Sorrento, patria di navigatori, ha saputo “pilotare” il ciclismo italiano verso nuove rotte, introducendo innovazioni pubblicitarie e mediatiche che hanno segnato un’epoca.

Durante la sua direzione, il Giro d’Italia ha vissuto momenti cruciali di cambiamento, come il distacco dalla RAI e l’apertura verso nuove realtà televisive come Mediaset alla fine degli anni ’90. Una svolta che ha ampliato la visibilità della competizione, rendendola più accessibile e appetibile a un pubblico internazionale, con una visione sportiva sempre più legata al marketing moderno.

Tra le intuizioni più importanti di Castellano spiccano le cosiddette “grandi partenze” all’estero, già sperimentate in forma più contenuta dal suo predecessore Vincenzo Torriani. Nel 1996 il via da Atene per celebrare i 100 anni delle Olimpiadi moderne, poi nel 1998 la partenza da Nizza. Nel nuovo millennio, ecco la Grande Partenza capolavoro: Groningen 2002, con l’attraversamento e tappe tra Olanda, Germania, Belgio, Lussemburgo e Francia, prima del rientro in Italia, proprio nel Cuneese, dove oggi prende il via la Coppi e Bartali.

La sua figura, spesso percepita come autorevole e severa, nascondeva in realtà grande umanità e una profonda passione per il ciclismo. Un leader capace di mantenere il controllo organizzativo senza perdere il rispetto e la stima di chi lavorava al suo fianco. Una capacità che resta ancora oggi un punto di riferimento e che ha ispirato altri organizzatori come Adriano Amici e il GS Emilia.

Oggi la nuova edizione della Coppi e Bartali si presenta con importanti novità. Per la prima volta, la corsa si sposta in Piemonte, con una partenza nel cuore delle terre vinicole e un arrivo suggestivo a Barolo. Una scelta strategica, proprio come quelle che seppe immaginare Carmine Castellano, e che punta a esplorare nuove opportunità economiche e territoriali con il supporto della Lega Ciclismo. Un cambiamento significativo rispetto alle tradizionali tappe emiliane e all’avvio dalla Riviera romagnola, che segna un’evoluzione nel modo di concepire l’evento ciclistico, nel segno dei grandi campioni del passato come Fausto Coppi e Gino Bartali.

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