UNA CRONOMETRO NELLE TERRE DEL MARMO. TOCCA A VINGEGAARD?
DOPO CORNO ALLE SCALE ECCO LA PROVA CONTRO IL TEMPO

Tutto secondo i pronostici: dopo aver esultato sul Blockhaus alla fine della settima tappa, Jonas Vingegaard fa doppietta e si conferma il candidato numero uno per la vittoria finale del Giro d’Italia. In cima alla montagna dei bolognesi e di Alberto Tomba, il Corno alle Scale, il danese spazza via gli avversari, vincendo la tappa e rosicchiando secondi alla maglia rosa Eulalio. Applausi per Giulio Ciccone, ripreso solo a meno di due km dall’arrivo, e soprattutto per Davide Piganzoli, terzo a 34″ dal corridore della Visma e a 22″ dall’austriaco Felix Gall.
Il portoghese Afonso Eulalio della Bahrain conserva il primato in classifica, ma dovrà difenderlo a denti stretti a partire da domani con la cronometro individuale di Massa, con un Vingegaard che ha già chiarito il suo obiettivo.
Dal Corno alle Scale alla Versilia: per il Giro d’Italia e i suoi protagonisti cambiano luoghi, storie e paesaggi. Oggi è giornata di riposo: si recuperano energie, si fanno bilanci e si predispongono le nuove tattiche. Da domani tutti di nuovo pronti ad affrontare le sfide di questa 109ª edizione della Corsa Rosa, a partire dalla cronometro individuale Viareggio–Massa.
Viareggio ha tanta storia e tradizioni da raccontare: nasce nel Medioevo come avamposto fortificato e sbocco al mare della Repubblica di Lucca, da cui il nome legato alla “Via Regia”. Da palude insalubre si è trasformata nei secoli nell’elegante “Perla del Tirreno”, celebre per l’architettura liberty e anche per il celeberrimo Carnevale, rappresentato oltre che da carri allegorici anche dalla maschera tipica del Burlamacco.
Ideato nel 1930 dal pittore e grafico Uberto Bonetti, il Burlamacco è il simbolo ufficiale del Carnevale di Viareggio. Il suo abito è un mix di maschere tradizionali della Commedia dell’Arte: unisce i colori a scacchi bianchi e rossi degli ombrelloni storici della spiaggia, il pompon di Pierrot, il mantello di Balanzone e il cappello di Rugantino. Accanto a lui c’è la compagna Ondina, che rappresenta la bagnante tipica degli anni ’30. Le spiagge di Viareggio erano meta di villeggiatura dell’alta società: gli stabilimenti balneari presentavano le tipiche casette in legno trasformate in eleganti strutture liberty e déco. Un’atmosfera glamour e mondana in cui andare al mare divenne un vero e proprio costume sociale.
I corpi chini sulle bici da crono arriveranno a Massa per la sfida contro il tempo. Il capoluogo è incastonato nella lingua di terra che divide la Toscana dalla Liguria e che unisce il mare alle Alpi Apuane, famose soprattutto per gli abissi carsici e per il Marmo. Quest’ultimo è legato principalmente alla città di Carrara, che condivide con Massa la stessa provincia. Le ragioni affondano nel passato preunitario: per secoli Massa e Carrara hanno condiviso un destino comune sotto il Ducato di Massa e il Principato di Carrara, governati prima dai Malaspina e poi dagli Este. Dopo la fine del dominio austro‑estense, nel dicembre 1859 furono fuse nell’attuale circoscrizione provinciale. Nonostante l’unione amministrativa, le due città hanno mantenuto una forte identità e campanilismo; per sanare antiche rivalità un decreto governativo ha ufficialmente equiparato Carrara a Massa, riconoscendone l’importanza di entrambe.
Non è il caso di Eulalio e Vingegaard: di mezzo non c’è una provincia, ma un Giro d’Italia intero.
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