MILANO, LA PICCOLA NEW YORK CON IL RITO DELL’APERITIVO
dove è nato il Giro d'Italia

“Questa Milano da vivere, da sognare, da godere. Questa Milano da bere.” Il termine fu coniato dal pubblicitario Marco Mignani negli anni Ottanta come slogan per una famosa campagna televisiva dell’Amaro Ramazzotti. Lo spot esaltava una Milano ottimista, dinamica ed efficiente, chiudendosi appunto con questa celebre frase, diventata di conseguenza un’icona della vita mondana della città. E sempre a Milano ci si aspettava un finale a ranghi compatti, quelli da cardiopalmo, magari con un duello tra Magnier e Milan per aggiudicarsi questo traguardo di tappa così prestigioso. Invece la “Milano da bere” se l’è goduta tutta il norvegese Lavik, davanti agli italiani Maestri, Marcellusi e Bais: praticamente i quattro fuggitivi, scappati dal gruppo subito dopo il via da Voghera e raggiunti solo dopo la linea del traguardo.
Fine della cronaca della tappa giunta nella città simbolo, oltre che motore economico e culturale d’Italia. Milano è universalmente riconosciuta come capitale internazionale della moda e del design, nonché principale polo finanziario e dell’innovazione del Paese, simbolo globale di storia, arte e operosità; ma è anche il simbolo della corsa rosa e del ciclismo. Il Giro d’Italia nacque proprio qui per volontà del quotidiano La Gazzetta dello Sport: l’idea venne ufficializzata nell’agosto del 1908 dal caporedattore Tullio Morgagni, con l’obiettivo di replicare in Italia il successo del Tour de France organizzato dal giornale rivale L’Équipe e, al contempo, di precedere il Corriere della Sera, che stava progettando una competizione ciclistica simile.
Tornando all’espressione “Milano da bere”, slogan nato esattamente nel 1985 grazie allo spot pubblicitario, con questa frase si promuovono e si racchiudono ancora oggi l’immagine e i simboli di una metropoli ottimista e in forte espansione, ieri come oggi. Quel successo è rimasto impresso nell’immaginario collettivo a partire dagli anni Ottanta ed è tuttora attuale: per una serie di fattori Milano resta la capitale indiscussa della moda, del design e della finanza italiana, una sorta di “piccola New York” europea, ricca di ottimismo e dinamismo nonostante il contesto mondiale spesso contrastante.
L’espressione definisce anche l’attuale generazione di giovani intraprendenti e dinamici, così come definiva le generazioni precedenti che, dopo aver lavorato duramente e raggiunto il successo, amavano celebrare i propri traguardi godendosi i piaceri della vita, dalle cene nei locali esclusivi agli aperitivi. Il rito si è evoluto fino a trasformare la città nel vero e proprio “tempio dell’aperitivo” e della movida. Ancora oggi l’happy hour è un fatto di costume sociale irrinunciabile che attrae migliaia di persone nei quartieri simbolo come i Navigli, Brera o Porta Nuova. Ieri pomeriggio, però, erano in tanti anche in Corso Venezia e lungo tutto il tracciato, “blindato” e stracolmo di gente, per la quindicesima tappa del Giro, con l’intento di godersi le emozioni di una volata del giovane Milan: che però non è arrivata.
Scopri la Coppa Italia delle Regioni 2026
Giovedì 28 gennaio si è svolta, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari alla Camera dei deputati, la Cerimonia di presentazione della Coppa Italia delle Regioni 2026.
Scopri la Coppa Italia delle RegioniScarica la brochure




