LETIZIA PATERNOSTER: SONO TORNATA AL MIEI LIVELLI MIGLIORI, MA NON DIMENTICO LA PISTA
La trentina ha ritrovato continuità

I numeri dimostrano che Letizia Paternoster è tornata a esprimersi ai suoi livelli migliori. La trentina è reduce da una Vuelta a España in cui si è spesso piazzata tra le prime quattro. Va forte da febbraio: alla Settimana Valenciana ha ottenuto un 2° posto di tappa, è giunta quarta all’Amstel Gold Race e ottava alla Gand–Wevelgem.
«Sono molto contenta del mio inizio di stagione — afferma la ciclista nata a Cles, in Val di Non, il 22 luglio 1999 — e senza sfortuna alla Dwars Door Vlaanderen avrei probabilmente concluso nelle prime posizioni». In effetti poteva anche vincere. Va sottolineato che Letizia Paternoster è sempre stata considerata una ragazza prodigio del ciclismo: da junior su pista ha collezionato 5 medaglie d’oro iridate; tra Juniores e Under‑23 ha vinto 14 ori agli Europei su pista. Tra le Elite vanta il titolo mondiale dell’eliminazione nel 2021, conquistato davanti alla fuoriclasse Lotte Kopecky.
La sua carriera su strada da Elite è iniziata bene: nel 2018 si è aggiudicata il Gran Premio Liberazione a Roma, oltre a una tappa e alla classifica finale del Trofeo Elsy Jacobs. L’anno successivo ha vinto una tappa al Tour Down Under e il Campionato d’Europa Under‑23. Negli anni successivi si è un po’ eclissata. «Ho trascorso un periodo che definisco buio a livello mentale. Posso garantire che adesso quel periodo è dimenticato. Alla Vuelta a España 2026 mi sono sentita molto solida e reattiva. Soprattutto avverto che è possibile migliorare. In alcuni anni passati la mia preparazione non era adeguata».
Dal 2023, anno del passaggio alla Liv‑AlUla‑Jayco, è l’ex professionista Marco Pinotti a occuparsi della preparazione di Letizia. «Con Marco — afferma Letizia, più volte campionessa d’Italia su strada e pista nelle categorie giovanili — l’intesa è perfetta. Ogni anno cerchiamo di alzare il livello». Nella squadra di matrice australiana Letizia si sente coccolata: «Anche i meccanici e gli altri tecnici della Liv‑AlUla‑Jayco sono molto gentili e qualificati. Non sono esigente riguardo alla bici: nella mia carriera ha spesso prevalso l’istinto, mi adatto alle circostanze. Mi basta salire in sella per essere felice».
Letizia ha alcune beniamine: «Fabiana Luperini ed Edita Pučinskaitė hanno acceso la mia fantasia quando ero bambina. Sono caratteristiche diverse: loro erano fortissime scalatrici. Da bambina le ammiravo in TV e speravo di imitarle».
La prossima gara in cui vedremo Letizia sarà il Tour de Suisse, dal 17 al 21 giugno. Inizierà con una tappa interamente italiana, partenza e arrivo a Sondrio; il Tour de Suisse femminile correrà in parallelo a quello maschile. «Spero di fare bella figura al Tour de Suisse. Quest’anno non parteciperò al Giro d’Italia; gareggerò al Campionato italiano di fine giugno sperando di ben figurare».
Letizia ha corso molto in primavera, soprattutto nel Benelux. «Comunque — prosegue — nel programma 2026 mi hanno incluso anche il Tour de France». Dopo seguirà un periodo di allenamenti in altura: «Mi preparerò per il Giro di Polonia e per le classiche di fine stagione».
Relativamente alle corse italiane del calendario WorldTour, lo scorso anno è arrivata quinta al Trofeo Alfredo Binda a Cittiglio. «Una gara bella, importante e assai selettiva in cui mi sono espressa bene». Letizia ha tre sogni nel cuore: «Vincere la Strade Bianche, e soprattutto la Milano‑Sanremo femminile. All’estero il sogno è trionfare al Giro delle Fiandre. Sono tutte gare speciali e difficilissime da vincere».
Strade Bianche, Sanremo e il “Binda” fanno parte della Coppa Italia delle Regioni e delle Province Autonome. «La challenge della Lega Ciclismo Professionistico — puntualizza Letizia — è molto interessante. È innovativa e valorizza il ciclismo femminile. Lo spazio mediatico delle corse italiane è aumentato, così come il montepremi, con progressiva parità rispetto ai professionisti maschi. Tutto è in crescita. Ringrazio il presidente della Lega Ciclismo, Roberto Pella, e gli altri dirigenti per il costante impegno a favore del ciclismo femminile».
Amanti della pista, state tranquilli: rivedrete in gara Letizia Paternoster. «La pista ha sempre avuto importanza nella mia carriera, per attitudine e per i risultati ottenuti. È sempre stata propedeutica all’attività su strada». La trentina è ancora nel giro della Nazionale su pista: «Sto programmando la mia attività con il responsabile Performance azzurro, Diego Bragato. La specialità eliminazione mi ha regalato la maglia iridata Elite, però mi piacciono altre discipline come l’inseguimento a squadre e l’omnium».
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