LA TAPPA DELLE MONDINE NEL MARE A QUADRETTI, DEI CAPPELLI E DELLO STILE LIBERTY
da Alessandria a Verbania un viaggio tra storia ed architettura

A Verbania è il giorno del ritorno al successo di Alberto Bettiol: sua la tappa numero tredici del Giro, vinta dopo una lunghissima fuga partita da lontano e con il gruppo della maglia rosa giunto ad oltre tredici minuti di ritardo. Per celebrare l’azione sportiva di Bettiol verrebbe quasi naturale usare un termine francese: chapeau, tanto di cappello. Caso vuole che Alessandria, sede di partenza della frazione della Corsa Rosa, sia proprio la patria del Borsalino, celebre marchio di cappelli. L’omonimo museo è una delle attrazioni più importanti della città e offre un affascinante viaggio nella storia del design, della moda e della manifattura d’eccellenza italiana.
Alessandria è nota anche per l’imponente Cittadella, capolavoro di architettura militare a forma esagonale, risalente al XVIII secolo, considerata uno dei complessi fortificati più imponenti e meglio conservati d’Europa. È il simbolo della storica resistenza della città guidata da papa Alessandro III contro Federico Barbarossa. Alessandria è legata alla celebre Battaglia di Marengo (1800), combattuta da Napoleone Bonaparte. La cucina alessandrina unisce la tradizione piemontese ai sapori liguri: tra i piatti imperdibili ci sono i rabatòn (gnudi di ricotta ed erbette al forno) e il pollo alla Marengo, che celebra proprio quella battaglia. Qui sono nate alcune figure della cultura contemporanea, tra cui il celebre scrittore e semiologo Umberto Eco.
Le bici echeggiano sulle strade che solcano le distese risaie del vercellese: queste formano il più grande distretto risicolo d’Europa, un’area che produce da sola il 50% di tutto il riso italiano. Nata dall’opera di bonifica dei monaci cistercensi nel XII secolo, la zona offre uno spettacolo unico al mondo quando i campi vengono allagati, trasformandosi nel famoso “mare a quadretti”. Ieri si è potuto assistere proprio alla fase di riempimento dei “quadri” di campo di riso nella cosiddetta “camera d’acqua”: le risaie man mano si riempiono d’acqua e, una volta colme, grazie alla fitta rete di fossi e canali cominciano a riflettere il cielo, i pochi alberi, le casupole e le montagne come specchi.
Questi un tempo erano i campi delle storiche mondine, le lavoratrici stagionali impiegate nelle risaie del Nord Italia, soprattutto tra Piemonte, Lombardia ed Emilia, sostituite oggi dalle mietitrebbie. Il loro lavoro consisteva nel monda‑riso, ovvero nello strappare le erbe infestanti e nel trapiantare le piantine, immerse con le gambe nell’acqua e la schiena curva per ore. Attive principalmente tra la fine di aprile e gli inizi di giugno, queste donne affrontavano turni massacranti che potevano durare fino a 14 ore al giorno. Il lavoro si svolgeva in condizioni estreme: a piedi scalzi o con calze di cotone nell’acqua gelida e sotto il sole cocente, esposte a punture d’insetti e a malattie tipiche delle zone paludose. Nonostante l’estrema fatica e lo sfruttamento, le mondine hanno scritto pagine importanti nella storia del movimento operaio italiano. Riunite a migliaia nelle grandi risaie del Vercellese, del Novarese e del Pavese, nel 1906 organizzarono scioperi epocali che portarono poi alla conquista della storica giornata lavorativa di otto ore.
Da un estremo all’altro: i fuggitivi giungono sulla sponda piemontese del lago Maggiore. Centri come Arona, Stresa e Verbania sono le perle della parte più rinomata del lago, quella con i lussuosi hotel in stile Liberty, il lungolago fiorito e l’imbarco per le celebri Isole Borromee (Isola Bella, Isola Madre e Isola dei Pescatori). Un tripudio di eleganza naturale arredato dalla mano creativa dell’uomo, che ebbe grande sviluppo anche qui. Il periodo Liberty — noto a livello internazionale come Art Nouveau o Stile Floreale — si sviluppò a cavallo del 1890 fino allo scoppio della Prima guerra mondiale; in Italia, in particolare sul lago Maggiore, il periodo di massima fioritura coincise con l’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna che si svolse a Torino nel 1902.
Bettiol nel frattempo sfreccia vincitore a Verbania, probabilmente ignaro del fatto che questa è la città detta il “giardino sul lago“, luogo che ospita la spettacolare Villa Taranto e i suoi immensi giardini botanici
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