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Ciclismo

IL BLOCKAUS, LA CASA DI ROCCIA ESPUGNATA DALLO STRANIERO VINGEGAARD

VIRGILIO ROSSI

16/05/2026

Luogo di grande interesse storico nel Parco Nazionale della Maiella

Il Blockhaus deve il suo nome a un fortino militare costruito nel 1863 dall’esercito italiano per combattere il fenomeno del brigantaggio post‑unitario. Il termine tedesco significa “casa di roccia” (o “casa di legno/pietra”) e fu scelto per definire l’avamposto fortificato, i cui resti sono ancora visibili. Si usò il tedesco per nominare questo luogo semplicemente perché a difesa di quel presidio militare furono chiamati mercenari austriaci dislocati lassù per controllare i briganti, non altro che pastori e contadini, i quali si opponevano all’unificazione dell’Italia.

Il Blockhaus, situato nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, è un paradiso per gli amanti degli sport di montagna e non solo, incluso il ciclismo. Ieri lo ha capito bene anche un altro “straniero”, Jonas Vingegaard, che è diventato il primo corridore ad aver scalato il Blockhaus in meno di 40 minuti. Il danese è arrivato al traguardo in 38 minuti e 26 secondi, stabilendo così il nuovo record assoluto della salita e sbriciolando il precedente primato, che apparteneva a Nairo Quintana (stabilito nel 2017), migliorandolo di circa un minuto e mezzo. Il portoghese Eulalio ha mantenuto la maglia rosa, ma ora il danese è dichiaratamente alla caccia del simbolo che contraddistingue il primato in questo Giro d’Italia. Questa è la sintesi della tappa partita ieri da Formia e giunta su una delle montagne simbolo dell’Abruzzo.

Questa regione dell’Italia centro‑meridionale, nota come il “polmone verde d’Europa”, è caratterizzata da una straordinaria varietà morfologica e offre un paesaggio in miniatura in cui si passa rapidamente dalle vette più alte degli Appennini (Gran Sasso e Maiella) alle spiagge e alle scogliere della costa adriatica. In tutto ciò si intrecciano tradizioni e sapori, un incontro autentico tra la cucina di montagna dei pastori e le originalità marinare della costa adriatica. Tra carni alla brace, formaggi rustici, legumi preziosi e pesce fresco, l’identità gastronomica regionale si esprime attraverso aromi decisi e materie prime d’eccellenza.

Oggi si correrà l’ottava frazione del Giro d’Italia con partenza da Chieti e arrivo a Fermo, capoluogo di provincia delle Marche. La città si sviluppa sulla vetta e lungo le pendici del colle Sàbulo, così denominato sin dal tempo degli antichi Romani, probabilmente perché di formazione prevalentemente tufacea. Il centro urbano si presenta diviso in due parti: una zona storica, rimasta quasi intatta nei secoli, che ha mantenuto il suo suggestivo aspetto medievale. Fulcro della vita cittadina è la stupenda Piazza del Popolo, su cui si affacciano la sede di rappresentanza del Comune e il Palazzo dei Priori, che ospita al suo interno una sezione del Museo Archeologico, la Pinacoteca Civica e la suggestiva Sala del Mappamondo. Al di sotto del centro storico esiste una delle cisterne romane più grandi d’Italia, perfettamente mantenuta e ricca di fascino e mistero.

Non è un mistero, invece, la voglia di Vingegaard di vestire quanto prima la maglia rosa: potrebbe farlo già da questo traguardo, che nasconde insidie tecniche di non poco conto, come i famosi “muri fermani”, veri e propri simboli ciclistici di queste zone. Ne citiamo uno su tutti: Capodarco, dove la tradizione delle sfide ciclistiche è decisamente una questione di “religione” oltre che di costume popolare.

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