DA PAESTUM A NAPOLI UN VIAGGIO NELLA STORIA
una tappa ricca di spunti non solo sportivi

È un’immersione visiva nella Magna Grecia per la maestosità dei templi di Hera, Nettuno e Atena, affiancati dal sito archeologico e dal museo. Qui è conservata la famosa “Tomba del Tuffatore”, uno dei simboli del sito tra i meglio conservati al mondo. A tuffarsi nella sesta tappa del Giro d’Italia sono però i 169 corridori in gara, che devono affrontare il tracciato della breve frazione tutta campana: la corsa presenta solo la leggera salita che da Vietri sul Mare porta al GPM di Cava de’ Tirreni. Paestum, la litoranea e Salerno con il suo lungomare sono alle spalle del gruppo: in testa c’è un’azione che ben presto svanirà per lasciare spazio a una volata generale.
Ma anche questa volta ecco l’ennesimo scroscio d’acqua e l’ennesima caduta in testa: a poche centinaia di metri vanno giù parte dei velocisti, compreso Jonathan Milan, rimasto fuori dai giochi. Ad imporsi è Davide Ballerini (Astana), quasi 32enne, ed è lui il primo italiano in questa edizione della Corsa a vincere una tappa, mentre il portoghese Afonso Eulalio resta in maglia rosa.
Siamo in Piazza del Plebiscito, nel cuore della città partenopea: luogo simbolo che fonde storia borbonica, architettura neoclassica e leggende popolari, come quella della “bendata”. La tradizione vuole che sia impossibile percorrere bendati i 170 metri tra le due statue equestri — quella di Carlo III (opera di Antonio Canova) e quella di Ferdinando I (opera di Antonio Calì) — che dominano la piazza. La causa sarebbe una presunta maledizione della regina Margherita di Savoia, sebbene la difficoltà sia dovuta tecnicamente alla leggera pendenza e alla pavimentazione irregolare.
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Giovedì 28 gennaio si è svolta, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari alla Camera dei deputati, la Cerimonia di presentazione della Coppa Italia delle Regioni 2026.
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