Indietro
Ciclismo

3^ TAPPA NELLA TERRA DEI TRACI E DEL VINO MILLENARIO

VIRGILIO ROSSI

10/05/2026

un viaggio alla scoperta del territorio

Dopo il debutto di Burgas, la frazione del Giro d’Italia che arriva a Veliko Tarnovo è un’immersione in un mondo che in tanti non si aspettavano, al di là dell’evento sportivo. Gli attacchi, la pioggia, le cadute e un finale ad alta tensione che ha cambiato il volto della classifica generale sono i dettagli della seconda tappa, dove a prendersi la scena è stato Thomas Silva (XDS Astana), autore di una vittoria storica per l’Uruguay e capace di conquistare anche la maglia rosa al termine di una giornata durissima.

Ma il mondo inatteso è anche quello legato al prodotto tipico di questo spicchio di moderna Bulgaria: il vino. Già, perché il pezzo forte della regione di Tarnovo è la viticoltura. E mentre il lungo serpentone della seconda frazione del Giro viaggia con la fuga promossa da Mirco Maestri e Diego Pablo Sevilla, entrambi della Polti, si scoprono chilometri e chilometri di filari di vigne: una vista che farebbe invidia all’Italia.

Il vino bulgaro ha una storia addirittura millenaria; le prime testimonianze risalirebbero a circa 6.000 anni fa, quando i Traci, antico popolo di queste terre — temuto anche dai Romani — consideravano questa bevanda divina e mezzo di comunicazione tra uomini e dèi. Con la caduta del muro di Berlino è iniziata la rinascita della viticoltura bulgara: ottimismo e capitali hanno dato infatti impulso al settore, che si è sviluppato. Ai filari di mavrud, moscato e dimyat, i vitigni locali, oggi si alternano anche merlot e cabernet.

La prima società vinicola privata fondata nel 1991, dopo la caduta del regime comunista, è stata Domaine Boyar. L’azienda dispone di una cantina con 2.300 botti americane e francesi e si è affermata come uno dei maggiori produttori ed esportatori di vino bulgaro nel mondo.

Intanto la tappa sta per vivere il suo momento decisivo: il gruppo, dopo aver ripreso Maestri e Sevilla, a 23 chilometri dal traguardo viene scosso da una maxi caduta. Rimangono coinvolti numerosi corridori, tra cui Gee, Adam Yates e Strong — nomi di rilievo nel gruppo, non certo “vini” ma corridori di valore. Sulla salita conclusiva il primo ad attaccare è Scaroni; poi si vedono Ciccone e Pellizzari, infine l’accelerazione di Jonas Vingegaard sorprende molti: resistono Pellizzari e con lui Van Eetvelt.

L’azione dei tre si esaurisce nell’ultimo chilometro, favorendo il rientro di Jan Christen e di altri, tra i quali Thomas Silva. Il sudamericano, dopo aver sfruttato il lavoro di Scaroni, conquista la sua storica vittoria: primo successo di tappa per un uruguaiano al Giro e maglia rosa conquistata davanti ai grandi favoriti della corsa. Originale, proprio come un buon vino bulgaro.

In Evidenza
Scopri la Coppa Italia delle Regioni 2026

Giovedì 28 gennaio si è svolta, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari alla Camera dei deputati, la Cerimonia di presentazione della Coppa Italia delle Regioni 2026.

Scopri la Coppa Italia delle RegioniScarica la brochure