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Ciclismo

LA COPPI E BARTALI DEL DUELLO LAURANCE – SCHMID TRA I VIGNETI

VIRGILIO ROSSI

31/03/2026

Si chiude la corsa della rinascita tra i vigneti

È sempre una sfida a due, anche l’epilogo della Settimana Internazionale Coppi e Bartali 2026, che si è conclusa ieri e ha rispecchiato un copione in qualche modo racchiuso nella stessa denominazione della gara: Coppi e Bartali. Laurance e Schmid, che non possono certo essere paragonati al Campionissimo e al suo rivale per antonomasia, si sono però ispirati, a modo loro, a quel dualismo che ha reso grandi l’Airone di Castellania e il Ginettaccio di Ponte a Ema.

Nell’ultima tappa, dopo l’ultimo Gran Premio della Montagna, si è arrivati all’ennesimo testa a testa, deciso sull’ultima linea d’arrivo. Un francese contro uno svizzero: alla fine l’ha spuntata quest’ultimo, Mauro Schmid, vincendo la tappa di Cormons e strappando la maglia di leader al francese Axel Laurance per soli 2 secondi.

La Coppi e Bartali si chiude così dopo aver cambiato identità logistica e territoriale, passando dalle proprie origini emiliano-romagnole a un itinerario che ha attraversato tutto il Nord Italia, da ovest a est: Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia le regioni coinvolte dall’evento organizzato dal GS Emilia di Adriano Amici. I nuovi territori toccati dalla corsa hanno dimostrato grande interesse, cogliendo l’occasione per valorizzare le proprie bellezze e promuovere le eccellenze locali.

Il filo conduttore è racchiuso in un messaggio chiaro: attraverso una grande gara ciclistica come la Coppi e Bartali sono state esaltate realtà riconosciute anche dall’UNESCO, tra paesaggi e prodotti unici. Dai grandi vini del Barolo, passando per l’Oltrepò Pavese e la Franciacorta, fino alle colline del Prosecco tra Valdobbiadene e dintorni, per concludere a Gemona del Friuli, terra di eccellenze enologiche come il Friulano (ex Tocai), il Pinot Grigio e il Refosco dal Peduncolo Rosso.

Il ciclismo si conferma così la disciplina sportiva per eccellenza capace di “veicolare” i territori che attraversa, raccontandoli attraverso le imprese dei suoi protagonisti. Proprio come Laurance e Schmid, atleti emergenti che, chissà, un giorno potranno incarnare un nuovo simbolico dualismo, magari diventando i “Coppi e Bartali” del futuro.

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