IL TRIDENTE DI NETTUNO, SIMBOLO DEI 2 MARI
un percorso che unisce mare, colline e borghi medievali, offrendo uno spettacolo sportivo ma anche paesaggistico e culturale.
Il tridente di Nettuno, il simbolo della corsa dei Due Mari
Il vincitore della Tirreno-Adriatico alzerà al cielo uno dei trofei più iconici del ciclismo: il Tridente di Nettuno, una vera e propria opera d’arte che richiama il dio del mare della mitologia romana.
Nettuno, fratello di Giove e figlio di Saturno, rappresentava per gli antichi romani la forza trasformativa – talvolta violenta e instabile – delle acque. Un simbolo perfetto per la “Corsa dei Due Mari”, che unisce il Tirreno e l’Adriatico e culmina tradizionalmente a San Benedetto del Tronto.
Prima di arrivare sulla costa marchigiana, però, la corsa attraversa territori ricchi di storia, paesaggi e cultura. La tappa da Camaiore a San Gimignano ne è un esempio perfetto: un percorso che unisce mare, colline e borghi medievali, offrendo uno spettacolo sportivo ma anche paesaggistico e culturale.
Pomarance e la Valle del Diavolo: tra geotermia e fuga di giornata
Dopo la partenza da Camaiore, la corsa si dirige verso Pomarance, nel cuore delle colline pisane. La fuga di giornata si forma fin dai primi chilometri – come anticipato dai microfoni di Radioinformazioni – e vede protagonisti Tarozzi (Bardiani), Bou Company (Caja Rural), Pablo Sevilla (Polti Visit Malta) e Iacchi (Solution Tech).
Pomarance è un suggestivo borgo etrusco-medievale, noto soprattutto per essere il cuore della geotermia italiana. Nelle vicinanze si trova infatti Larderello, nella cosiddetta Valle del Diavolo, famosa per i soffioni boraciferi che alimentano le centrali geotermoelettriche per la produzione di energia.
Proprio in questa zona ricca di “energia naturale”, il gruppo cambia ritmo: è la Ineos Grenadiers a prendere in mano la corsa e a guidare l’inseguimento sui fuggitivi, riducendo progressivamente il vantaggio.
Il finale sulle torri di San Gimignano
La tappa si conclude nello scenario unico di San Gimignano, uno dei borghi medievali più celebri della Toscana, con le sue torri che dominano il paesaggio e offrono una cornice spettacolare al finale della corsa.
A decidere la frazione sono gli ultimi cinque chilometri di sterrato, dove Van der Poel dimostra tutta la sua abilità su terreni misti: l’olandese forza l’andatura, seleziona il gruppo e si involta verso il traguardo conquistando la tappa.
Per il Tridente di Nettuno, però, è ancora presto per trarre conclusioni. Se lo stesso Van der Poel si candida come protagonista, altri corridori – tra cui il talentuoso Del Toro – sono pronti a sfidarlo nella corsa verso il traguardo finale di San Benedetto del Tronto, dove domenica prossima verrà incoronato il nuovo “Nettuno” della Tirreno-Adriatico.
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