GIANLUCA BRAMBILLA: LASCIO IL CICLISMO, NELLA MIA CARRIERA VITTORIE DI QUALITA’
la carriera è terminata con la Veneto Classic 2025 ed ora si prepara a nuovi ruoli manageriali

Il dado è tratto: “Ho deciso di smettere. Il team Q36.5 mi ha proposto di gareggiare ancora una o due stagioni, tuttavia preferisco scendere dalla bici. In futuro cercherò di rimanere nel mondo del ciclismo con un incarico differente”. Gianluca Brambilla scende di sella dopo 16 stagioni in cui si è fatto apprezzare per qualità atletiche e serietà professionale.
Le ultime pedalate sono state quelle alla Veneto Classic, in gran parte sulle strade amiche vicentine. Infatti Gianluca è nato il 22 agosto 1987 a Bellano, sullo splendido Lago di Como (ramo di Lecco), tuttavia abita con la moglie Cristina e la loro figlia Asia, 9 anni, a Marostica.
“È dal giorno della Veneto Classic che non tocco la bici – rivela Brambilla, festeggiato nella gara di chiusura anche dal presidente della Lega Ciclismo, Roberto Pella –; non mi era mai capitato in questo periodo normalmente di scarico atletico”.
Quella di Brambilla è stata una carriera brillante fin dalle categorie giovanili: “Vinsi pure la challenge Scalatore d’Oroper allievi, che in Veneto era molto ambita”.
Tra gli Under 23 ha ottenuto vittorie di grande spessore con la maglia della Zalf-Euromobil di patron Egidio Fior. “Quella che ricordo più volentieri – fa notare Gianluca – è il Palio del Recioto Internazionale a Negrar. È la vittoria che mi ha consentito di firmare il contratto per approdare al professionismo nella Colnago-CSF, la squadra di Bruno Reverberi”.
Nel 2009, ultima annata tra gli Under 23, Gianluca è anche arrivato 9° e migliore degli italiani al Mondiale di Mendrisio. Il 2010 non è iniziato benissimo: “Nei primi ritiri invernali dei problemi a un ginocchio mi hanno rallentato la preparazione. Ho partecipato al Gran Premio Insubria e al Gran Premio di Lugano poiché alla Colnago-CSF, impegnata su più fronti, serviva completare il numero minimo dei titolari. La vera attività l’ho iniziata a metà aprile”.
Comunque è uno dei pochi nella storia capaci di vincere già da neoprofessionista: il 19 giugno 2010 trionfò al Gran Premio Nobili ad Arona, davanti alla statua di San Carlo Borromeo.
Per Brambilla la squadra di Reverberi è stata una palestra formativa importante. Al Giro d’Italia 2012 è andato molto forte e col team si è imposto in una cronosquadre. Si è meritato le attenzioni della Omega Pharma-Quick Step, team particolarmente votato alle classiche, che l’ha voluto nel 2013. Nel biennio 2015-16 la denominazione è diventata Etixx-Quick Step.
“Nel 2015 – sottolinea il corridore lariano – sono andato forte all’Abu Dhabi Tour col 6° posto in classifica finale”.
La vera consacrazione è arrivata nel 2016, stagione in cui ha corso all’avanguardia da gennaio a settembre. A gennaio si è aggiudicato la Pollença-Andratx sull’isola di Maiorca. Alle prove della Challenge di Maiorca partecipano sempre numerose squadre World Tour. Il grande ciclismo, tra gennaio e febbraio, da molti anni staziona per gli allenamenti nella Spagna mediterranea e ciò garantisce alle gare di Maiorca la grande qualità del cast.
“In quell’inizio di stagione – afferma Gianluca – ci tengo a evidenziare il mio 3° posto alla Strade Bianche, preceduto dallo strepitoso Cancellara e da Stybar. Recentemente Cancellara mi ha rievocato quel podio facendomi i complimenti”.
La vittoria nella Foligno-Arezzo del Giro d’Italia, comprendente tratti di sterrato, gli ha garantito la maglia rosa. “Quel giorno ero partito per vincere la tappa. Mi sono concentrato solo sul successo, senza pensare alla maglia rosa. È stato il ds Davide Bramati per radio a dirmi, a pochi km dalla fine, che potevo indossare la maglia rosa. Ce l’ho fatta!”.
Al traguardo Gianluca ha preceduto Matteo Montaguti e Moreno Moser. “Ho tenuto la maglia rosa due giorni, è stato bellissimo” – continua Brambilla, che alla Vuelta a España 2016 si è preso la soddisfazione di vincere la tappa di Sallent de Gállego, lasciandosi alle spalle Quintana, Felline e Contador.
Chiaramente la vittoria ad Arezzo ha avuto più risonanza grazie alla conquista della maglia rosa, ma quella di Sallent de Gállego, davanti a Quintana, vincitore finale della Vuelta, e ad altri campioni in piena bagarre per la classifica generale, è stata qualitativamente l’affermazione migliore della carriera di Gianluca.
Ha fatto seguito il periodo alla Trek-Segafredo. Il corridore lecchese-vicentino si è regalato una vittoria di tappa più la classifica finale al Tour du Haut Var 2021.
Negli ultimi tre anni ha indossato la maglia della Q36.5. “Non ho vinto molto nella mia carriera, ma le mie sono sicuramente vittorie di qualità”.
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