AMERICANS CUP, LUNA ROSSA E GIRO DI SARDEGNA. CAGLIARI IN POLE POSITION
La Sardegna da un altro punto di vista

America’s Cup, Luna Rossa e Giro di Sardegna: Cagliari in pole position
La terza tappa del Giro di Sardegna parte da Cagliari. Della città capoluogo della Regione c’è poco da raccontare, semplicemente perché tra monumenti, piazze, palazzi, porto, aeroporto, aree amministrative, produttive e sportive, oltre a luoghi turistici spettacolari, Cagliari non ha bisogno di presentazioni. Qui si ospita l’ennesimo evento sportivo di grande livello prima dell’attesissima regata preliminare dell’America’s Cup, in programma ancora una volta nelle acque che bagnano la Costa degli Angeli dal 21 al 24 maggio. Poi la prua sarà puntata verso le fasi nel Golfo di Napoli.
Il team di Luna Rossa, chissà, a quest’ora è già in mare ad allenarsi e, nello stesso momento, le squadre del Giro di Sardegna hanno schierato i loro 157 corridori al chilometro 0: sono le 11.26 e noi di Radioinformazioni annunciamo il via.
Per il sardo Ignazio Cireddu e l’abruzzese Ivan Taccone, la giornata dell’orgoglio
Siamo sulla strada tra lo Stagno di Molentargius e la spiaggia del Poetto, due aree adiacenti tra Cagliari e Quartu Sant’Elena, caratterizzate da un ecosistema unico. Il Parco di Molentargius è un sito di importanza internazionale, famoso per la nidificazione dei fenicotteri rosa, mentre il Poetto è la principale spiaggia di sabbia bianca, lunga circa 8 chilometri, frequentata tutto l’anno da migliaia di turisti.
I ciclisti scattano, allungano, scavalcano i tratti in salita della costa finché noi di Radioinformazioni non annunciamo un numero: il 203, proprio quello che tutti i sardi avrebbero voluto sentire via radio e poi vedere in TV. È il dorsale di Ignazio Cireddu, unico sardo in gara, atleta del team austriaco Team Vorarlberg. Per la Sardegna appassionata di ciclismo è la giornata dell’orgoglio e Cireddu si invola in una lunga azione che, da solitaria, diventa poco dopo una fuga a due grazie al rientro di Ivan Taccone della MG KVis. Taccone è un nome che riporta alla memoria: è il nipote di Vito Taccone, il mitico “camoscio d’Abruzzo”, eroe al Giro d’Italia negli anni Sessanta.
Con i Barrantzellos a controllare la sicurezza, a Tortolì vince un serbo
I due fuggitivi saranno gli eroi del giorno e, per tutti i 168 chilometri del percorso, sia loro sia gli inseguitori saranno ben protetti dai presidi disposti lungo le strade. L’unicità della Sardegna si manifesta anche in chi svolge ruoli di protezione pubblica. Se nel resto d’Italia si parla di Protezione Civile, qui esistono volontari raggruppati nelle Compagnie Barracellari (in sardo Barrantzellos). Si tratta di un’istituzione pubblica e storica peculiare della Regione Autonoma della Sardegna, dedita prevalentemente alla vigilanza rurale e alla tutela del territorio. Sono considerate una delle più antiche forme di polizia locale in Europa, con origini risalenti al XVI secolo, e operano in stretta collaborazione con le forze di polizia dello Stato e con le amministrazioni comunali.
La corsa transita nei comuni di Muravera e Tertenia. Proprio a Tertenia, nel 1897, nacque lo scultore Albino Manca. Nel 1938 emigrò a New York, stabilendosi a Greenwich Village, il quartiere degli artisti. Ottenne il massimo riconoscimento della sua carriera vincendo il concorso per il monumento ai caduti nell’Atlantico (East Coast War Memorial), con la gigantesca aquila di bronzo del Battery Park, sull’estrema punta di Manhattan. Il monumento venne inaugurato dal presidente John F. Kennedy nel 1963.
A Barisardo, intanto, si conclude la lunga fuga di Cireddu e Taccone e i due eroi di giornata lasciano spazio ai velocisti: nello sprint finale di Tortolì spunta il nome del serbo Dušan Rajović, vincitore di tappa, mentre per il terzo giorno consecutivo si conferma leader della classifica generale Nicolò Garibbo.
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